instagram e facebook a pagamento

Facebook e Instagram a pagamento (per chi non vorrà cedere i propri dati)

di Redazione | 19 Luglio 2025

Gli utenti di Instagram e Facebook lo notano sempre più spesso: entrambe le app propongono un abbonamento mensile che elimina inserzioni e tracciamento. Eppure Mark Zuckerberg aveva promesso: «Facebook sarà sempre gratuito». In realtà, già nel 2018 – durante la nota audizione al Congresso USA – il CEO precisò: «Ci sarà sempre una versione di Facebook gratuita». Una sottile differenza che lasciava presagire l’arrivo di formule a pagamento.

Il patto (non scritto) con gli utenti

Navigare gratis significa accettare di cedere i propri dati: interessi, preferenze d’acquisto, abitudini di navigazione. È grazie a queste informazioni che la pubblicità su Facebook e Instagram “insegue” gli utenti. Con l’entrata in vigore di normative europee sempre più restrittive – dal Digital Markets Act al GDPR – Meta ha scelto di offrire un’alternativa:

  • 5,99 € al mese da desktop
  • 7,99 € al mese da app (via Google Play o App Store)

Chi sottoscrive l’abbonamento non vedrà inserzioni e, finché resterà attivo, i suoi dati non verranno impiegati a fini pubblicitari. L’opzione era stata lanciata in sordina l’anno scorso a prezzi più alti; ora il costo è sceso e la proposta è molto più visibile.

Le grandi piattaforme testano nuovi modelli

Non solo Meta. TikTok sta sperimentando abbonamenti senza spot; X (ex Twitter), complici le novità targate Elon Musk, ha affinato l’offerta “premium” che permette post più lunghi e include la celebre spunta blu a pagamento.

Nel regno di Google, invece, l’abbonamento riguarda YouTube: 11,99 € al mese per dire addio alle interruzioni pubblicitarie. Un altro tassello che smonta l’illusione, nata agli albori di Internet, di un mondo interamente gratuito.

L’onda lunga degli abbonamenti arriva ovunque

Perfino i sistemi di intelligenza artificiale – da Gemini a ChatGPT, da Grok a Copilot, passando per Meta AI – adottano la logica freemium: versione base gratuita, funzioni avanzate a pagamento. Stessa dinamica per le piattaforme di streaming: Netflix e Disney+ avevano promesso visione senza spot, ma i piani più economici di oggi reintroducono interruzioni pubblicitarie, spesso invasive. Che sia la fine dell’era del “tutto gratis”?