Emergenza sanitaria Ucraina: farmacisti volontari donano medicinali per quasi 7.000 euro
di Redazione | 8 Marzo 2022«Ci siamo subito attivati e insieme a tutte le associazioni di Farmacisti Volontari d’Italia abbiamo raccolto quasi 7.000 euro per acquistare il carico di medicinali, in linea con le esigenze impellenti comunicateci dalla Commissione Europea, che ho portato personalmente a Palmanova – riferisce Paolo Pomari presidente dell’Associazione Farmacisti volontari in Protezione Civile di Verona -. In Ucraina c’è bisogno di tutto, in primo luogo di acqua e medicinali. Pensare alle tremende sofferenze cui sono sottoposti i cittadini, in particolare bambini, malati e anziani ci vede uniti in un grande lavoro di squadra nazionale. Rimaniamo allertati e a disposizione per qualsiasi ulteriore intervento».
Presso l’hub della Croce Rossa Italiana di Avezzano in provincia de L’Aquila, invece, i farmacisti Matteo Vanzan, Gaetano Martelletto e Laura Marrara stanno smistando insieme ad altri volontari una enorme quantità di farmaci, controllando le scadenze, dividendoli per principio attivo e specialità. «Arrivano in continuazione decine di pallet di farmaci donati da ogni regione d’Italia – spiega Matteo Vanzan dei Farmacisti Volontari in protezione Civile di Verona –. Noi siamo impegnati in un lavoro certosino e necessario ai sanitari che in emergenza dovranno accedere in maniera ottimale e veloce ai prodotti, il 90% dei quali farmaci salvavita indispensabili quindi alla popolazione. Nulla va sprecato perché nell’eventualità che giungano medicinali non presenti nella lista fornita dalla Protezione Civile, rientreranno subito nella disponibilità dei donatori. Siamo tutti molto motivati e abbiamo risposto immediatamente alla chiamata della Protezione
Civile nazionale perché la situazione è di una drammaticità inimmaginabile e nel nostro piccolo, anche svolgendo un lavoro di logistica, ci sentiamo utili ai cittadini ucraini».

Rientrerà nella notte la seconda squadra di Farmacisti Volontari in Protezione Civile di Verona che da domenica sono impegnati nella donazione, raccolta e smistamento dei medicinali per la popolazione ucraina. Il primo viaggio a Palmanova, in provincia di Udine, dove presso la sede operativa del Dipartimento della Protezione Civile nazionale sono state conferite 1.720 confezioni di farmaci per un valore di 6.800 euro.
«Ci siamo subito attivati e insieme a tutte le associazioni di Farmacisti Volontari d’Italia abbiamo raccolto quasi 7.000 euro per acquistare il carico di medicinali, in linea con le esigenze impellenti comunicateci dalla Commissione Europea, che ho portato personalmente a Palmanova – riferisce Paolo Pomari presidente dell’Associazione Farmacisti volontari in Protezione Civile di Verona -. In Ucraina c’è bisogno di tutto, in primo luogo di acqua e medicinali. Pensare alle tremende sofferenze cui sono sottoposti i cittadini, in particolare bambini, malati e anziani ci vede uniti in un grande lavoro di squadra nazionale. Rimaniamo allertati e a disposizione per qualsiasi ulteriore intervento».
Presso l’hub della Croce Rossa Italiana di Avezzano in provincia de L’Aquila, invece, i farmacisti Matteo Vanzan, Gaetano Martelletto e Laura Marrara stanno smistando insieme ad altri volontari una enorme quantità di farmaci, controllando le scadenze, dividendoli per principio attivo e specialità. «Arrivano in continuazione decine di pallet di farmaci donati da ogni regione d’Italia – spiega Matteo Vanzan dei Farmacisti Volontari in protezione Civile di Verona –. Noi siamo impegnati in un lavoro certosino e necessario ai sanitari che in emergenza dovranno accedere in maniera ottimale e veloce ai prodotti, il 90% dei quali farmaci salvavita indispensabili quindi alla popolazione. Nulla va sprecato perché nell’eventualità che giungano medicinali non presenti nella lista fornita dalla Protezione Civile, rientreranno subito nella disponibilità dei donatori. Siamo tutti molto motivati e abbiamo risposto immediatamente alla chiamata della Protezione
Civile nazionale perché la situazione è di una drammaticità inimmaginabile e nel nostro piccolo, anche svolgendo un lavoro di logistica, ci sentiamo utili ai cittadini ucraini».

Rientrerà nella notte la seconda squadra di Farmacisti Volontari in Protezione Civile di Verona che da domenica sono impegnati nella donazione, raccolta e smistamento dei medicinali per la popolazione ucraina. Il primo viaggio a Palmanova, in provincia di Udine, dove presso la sede operativa del Dipartimento della Protezione Civile nazionale sono state conferite 1.720 confezioni di farmaci per un valore di 6.800 euro.
«Ci siamo subito attivati e insieme a tutte le associazioni di Farmacisti Volontari d’Italia abbiamo raccolto quasi 7.000 euro per acquistare il carico di medicinali, in linea con le esigenze impellenti comunicateci dalla Commissione Europea, che ho portato personalmente a Palmanova – riferisce Paolo Pomari presidente dell’Associazione Farmacisti volontari in Protezione Civile di Verona -. In Ucraina c’è bisogno di tutto, in primo luogo di acqua e medicinali. Pensare alle tremende sofferenze cui sono sottoposti i cittadini, in particolare bambini, malati e anziani ci vede uniti in un grande lavoro di squadra nazionale. Rimaniamo allertati e a disposizione per qualsiasi ulteriore intervento».
Presso l’hub della Croce Rossa Italiana di Avezzano in provincia de L’Aquila, invece, i farmacisti Matteo Vanzan, Gaetano Martelletto e Laura Marrara stanno smistando insieme ad altri volontari una enorme quantità di farmaci, controllando le scadenze, dividendoli per principio attivo e specialità. «Arrivano in continuazione decine di pallet di farmaci donati da ogni regione d’Italia – spiega Matteo Vanzan dei Farmacisti Volontari in protezione Civile di Verona –. Noi siamo impegnati in un lavoro certosino e necessario ai sanitari che in emergenza dovranno accedere in maniera ottimale e veloce ai prodotti, il 90% dei quali farmaci salvavita indispensabili quindi alla popolazione. Nulla va sprecato perché nell’eventualità che giungano medicinali non presenti nella lista fornita dalla Protezione Civile, rientreranno subito nella disponibilità dei donatori. Siamo tutti molto motivati e abbiamo risposto immediatamente alla chiamata della Protezione
Civile nazionale perché la situazione è di una drammaticità inimmaginabile e nel nostro piccolo, anche svolgendo un lavoro di logistica, ci sentiamo utili ai cittadini ucraini».



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