Piccole donne (del riso)
di Redazione | 2 Giugno 2020Se condividere le proprie radici e origini con un fratello o una sorella può sembrare scontato, condividerci un sogno è una rara circostanza. Eppure è proprio questa l’essenza delle sorelle Tovo: Margherita, Benedetta, Silvia, Anna e Maria Vittoria. Cinque donne determinate e intraprendenti che da un paio di anni hanno fondato insieme “Meracinque”, un’azienda produttrice di riso (esclusivamente Carnaroli classico) con sede a Borgo Libero, a Villafranca.Tutto è partito da Benedetta, la seconda delle sorelle, che dopo aver studiato economia tra l’Italia e la Francia, si è trasferita a Londra per lavorare nel settore della moda: «Lavoravo in una grossa azienda dove mi occupavo di sviluppo prodotto e produzione, ma nella testa ho sempre avuto l’idea di fare qualcosa con le mie sorelle» ci spiega Benedetta. La svolta è arrivata verso la fine del 2017 e con essa la decisione di fondare una “riseria”: «Abbiamo scelto di lavorare nel settore riso perché è un cereale senza glutine molto versatile e abbiamo trovato a Roncoferraro, tra Verona e Mantova, un terreno franco-argilloso molto adatto per la varietà “carnaroli”. Così abbiamo messo insieme le nostre esperienze e ci siamo lanciate in questo progetto».
SORELLE E COLLEGHE
Pochi dubbi sulla scelta del brand, che rispecchia una profonda unione d’intenti e d’affetto: «Il nome “Mera” viene da meraviglia, che è il soprannome con cui ci siamo sempre chiamate anche da piccole e “cinque” perché siamo in cinque» ci spiega Benedetta. Ma a fare parte di questo sogno ci sono ben più persone: in primis papà Paolo, agronomo con oltre 40 anni di esperienza, che rappresenta un punto di riferimento per le sorelle: «Con lui ci confrontiamo spesso e ci aiuta nella parte più tecnica della produzione, che è 100% sostenibile e realizzata con un innovativo metodo giapponese denominato “micronaturale”». E così a ognuno il suo: chi marketing, chi contabilità, chi strategia…e chi stage: «La più piccola, Maria Vittoria, si sta laureando ed è partita per l’estero e diciamo che è un po’ il jolly: per il momento la usiamo come stagista (ride, ndr)». Ora a lavorare a tempo pieno in azienda sono Benedetta e Silvia, la prima occupandosi della parte di sviluppo prodotto e marketing branding da Berlino e la seconda della parte commerciale e di vendite da Milano, e periodicamente si fa il punto della situazione, tutte insieme, tutte e cinque.

Certo, non sempre tra sorelle è tutto rose e fiori, ma è giusto così: «Siamo molto vicine d’età: tra la prima e l’ultima ci sono 10 anni di differenza – ci dice Benedetta – e da piccole si tendeva a giocare insieme. Io ho sempre pensato che con gli amici si può “fare business” ma è complesso. In famiglia non è mancato chi ci ha detto: “Voi siete pazze, siete tutte donne, tutte sorelle, chissà che litigate che vi farete”. Sì è vero, succede, ma è vero anche che si trova sempre una soluzione. Ci sono dei momenti in cui ci si manda a quel paese però poi nel giro di poco si risolve e devo dire che dopo un paio d’anni sono contenta perché stiamo mettendo le basi per qualcosa di duraturo».
E dalle altre città, dagli altri Paesi, alla fine si ritorna sempre alla base: «Due mesi fa ho deciso di trasferirmi a Berlino per questioni personali ma mi manca l’Italia e Verona. – ci confida Benedetta – Io torno spesso a Villafranca per lavoro, ma ora che sono bloccata qui per l’emergenza Coronavirus e non so quando potrò rientrare mi manca tutto: lo stile di vita degli italiani, la facilità dei contatti e la semplicità delle persone. Ma anche cose banalissime come mangiare bene ovunque. Mi sono resa conto, stando all’estero in grandi città, di quanto Verona sia pazzesca. E chi lo sa, magari al momento giusto tornerò definitivamente».
DURANTE IL COVID, L’IMPEGNO DI MERACINQUE
Anche “Meracinque” ha fatto la sua parte durante l’emergenza Coronavirus: ha donato infatti 500 kg di riso alla Croce Rossa di Bergamo, grazie all’intermediazione dello chef stellato Umberto De Martino, che aveva messo a disposizione il suo ristorante per dar da mangiare ai volontari impegnati in prima linea nella lotta al Covid-19.


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