La lirica incontra la solidarietà con il concerto per “End Polio Now”
di Redazione | 27 Marzo 2026La grande tradizione musicale e l’impegno umanitario si incontrano a Verona in occasione di un evento di rilievo nazionale promosso dal Distretto 2060 del Rotary. Mercoledì 25 marzo, alle ore 18, il Teatro Ristori ha ospitato un concerto lirico di alto profilo artistico, con la partecipazione del tenore di fama internazionale Cristian Ricci, accompagnato dall’Orchestra Sinfonica del Veneto. La serata ha sostenuto una speciale raccolta fondi a favore della Rotary Foundation, l’ente filantropico del Rotary, che promuove programmi e iniziative in tutto il mondo nei campi della pace, della salute, dell’educazione e dello sviluppo economico delle comunità. I proventi raccolti nel corso dell’evento contribuiranno al programma internazionale End Polio Now, la storica campagna con cui il Rotary, insieme a partner istituzionali e organizzazioni globali, lavora per l’eradicazione definitiva della poliomielite.
Avviato quarant’anni fa, il programma End Polio Now rappresenta una delle più importanti sfide sanitarie della storia recente. Grazie all’impegno dei partner del progetto, i casi di poliomielite nel mondo sono diminuiti del 99,9%, con oltre 10 miliardi di dollari raccolti e innumerevoli ore di volontariato dedicate alle campagne di vaccinazione che hanno contribuito a proteggere più di 3 miliardi di bambini dalla malattia. Un risultato straordinario che avvicina la comunità internazionale al traguardo storico di un mondo libero dalla polio.
Alla serata, moderata dalla giornalista Federica Morello, ha preso parte come ospite d’onore il Presidente del Rotary International Francesco Arezzo, insieme a tutti i Governatori Rotary d’Italia.
«Grazie a quarant’anni di impegno della Global Polio Eradication Initiative, sono solo due i paesi del mondo con casi di poliomielite endemica, Pakistan e Afghanistan, dove il virus è ormai circoscritto a due piccole regioni sulle aree di confine. – ha sottolineato il presidente del Rotary International, Francesco Arezzo – I progressi degli ultimi anni rendono questo momento decisivo per giungere al più presto all’eradicazione della malattia. Nonostante le difficoltà legate al conflitto in corso tra Pakistan e Afghanistan, che sta complicando la vaccinazione dei bambini, e agli ulteriori conflitti diffusi che hanno portato a una riduzione dei finanziamenti da parte dei paesi occidentali, continuiamo a rafforzare la collaborazione con partner e governi, fiduciosi di poter sconfiggere la malattia, e giungere a un traguardo storico con il contributo di tutti».
«Siamo orgogliosi di portare a Verona un grande evento nazionale a sostegno di un progetto di portata globale come End Polio Now. È un’iniziativa che rappresenta concretamente lo spirito di servizio del Rotary: promuovere e finanziare progetti che diano reale supporto e sostegno alle persone più fragili. E siamo onorati di avere con noi, per questa occasione, il Presidente di Rotary International Francesco Arezzo. La sua presenza rappresenta per tutti noi un segno di grande prestigio e un forte incoraggiamento a portare avanti con determinazione il nostro impegno. – ha ricordato Gianni Albertinoli, governatore del Distretto 2060 del Rotary – Come Distretto 2060 siamo particolarmente orgogliosi di contribuire a questo percorso. Con i nostri 96 club rappresentiamo uno dei distretti più grandi d’Italia, una comunità ampia e attiva che lavora ogni giorno per generare impatto positivo nei territori e nelle comunità».


In Evidenza
Il ristorante NIN riapre e si rinnova

I tre giorni veronesi di Alex Crevar, giornalista del New York Times

A Verona nasce “All Inclusive”, per diffondere la cultura dell’accessibilità

La cappellina del Monte della Croce: il cuore silenzioso di Cerro

Silvano Pedron: «Chi soffre di Alzheimer va aiutato, non isolato»

Araki e “Le bizzarre avventure di JoJo” in mostra a Venezia

Riconoscere la violenza di genere: al via un corso per operatori del benessere

Plogging Day: dal 18 al 22 aprile la mobilitazione globale di Plastic Free

Moreno Argentin: «Dove non arrivavo con la forza, arrivavo con la testa»




