Le aspettative contraddette
di Redazione | 12 Ottobre 2018Non so voi, ma io considero l’assistere alle chiacchierate fra mamme una delle cose più interessanti in assoluto, anche dal punto di vista antropologico sociale, perché si evince come gira il fumo nella realtà quotidiana delle famiglie di oggi.
Lo è ancor di più quando una delle protagoniste, che chiameremo per semplicità “veterana”, è mamma già da qualche tempo e l’altra è una donna incinta. Il tutto parte da una notte insonne che la veterana descrive così: «Sai, stanotte non sono riuscita a chiudere occhio, chissà, forse, i dentini, l’inserimento all’asilo, il cane del vicino che ha abbaiato tutto il giorno e l’ha spaventato. Di fatto, solo tenendolo stretto-stretto nel lettone sono riuscita ad addormentarlo». «Mi vuoi dire che ha dormito con te e tuo marito?», chiede l’altra. E all’annuire della mamma veterana, l’altra parte con un’arringa – che neanche Tom Cruise in Codice d’onore – in cui chiarisce la sua totale contrarietà al co-sleeping (dormire insieme). «Non farò mai dormire mia figlia nel lettone, l’intimità con il mio partner deve rimanere esclusiva: starà nel suo lettino, buona e tranquilla, io la penso così!» E da qui un calare di situazioni o, meglio, proibizioni che probabilmente moltissime di noi avrebbero voluto portare avanti con fermezza, ma con le quali siamo scese a compromessi.
Spesso le idee che avevamo in mente prima della nascita, vengono completamente scardinate dal tran – tran di tutti i giorni fra scuola, lavoro, casa, parenti, amici. Quante volte ci siamo ripetute: «Non urlerò mai, non minaccerò mai nessuno, non darò mai il tablet, non farò mai vedere la tv fino al compimento del sedicesimo anno di età, come Aurora, la bella addormentata nel bosco». E poi ancora «preparerò tutto a mano, con prodotti biologici che sceglierò personalmente ogni giorno; gli insegnerò a suonare il pianoforte a tre anni e a cinque sarà già nella nazionale juniores di tennis; gireremo il mondo a cavallo, andremo in barca nell’oceano». Le attese dei genitori verso un bimbo che deve ancora nascere non sono alte, sono I.D.R., ossia, Impossibili Da Raggiungere. A questo punto sapete la veterana che ha fatto? Ha abbandonato il campo di battaglia. Credo che, nel suo profondo, non aspetti altro che rincontrare la sua “rivale”, a figlio fatto, un po’ come la storia del cinese, del cadavere, del fiume.
Io ho imparato sulla mia pelle che non esiste «mio figlio non farà mai così», perché i bambini ti sconvolgono e ti fanno vivere una vita che nemmeno lontanamente potevi immaginare. E le aspettative? Quelle sono sempre una fregatura, soprattutto quando restano le tue, che riversi sui tuoi pargoli. Scopriamoci insieme, noi come genitori e loro come figli, e ognuno avrà la sua storia (di famiglia).


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