A Verona “Immaginari di Moda”: quando l’artigianalità diventa visione contemporanea
di Sara Avesani | 20 Aprile 2026Verona si è trasformata, per un giorno, in un crocevia di linguaggi creativi. Sabato 18 aprile, gli spazi della galleria Habitat Ottantatre hanno ospitato “Immaginari di Moda”, un evento capace di intrecciare arte, fashion e musica in un’esperienza immersiva e raffinata, dove il confine tra creazione e narrazione si è fatto sottile.
Fin dal primo pomeriggio, il pubblico è stato accolto in un percorso espositivo dal forte impatto visivo ed emotivo: abiti, accessori e bozzetti di designer italiani non come semplici oggetti, ma come installazioni, frammenti di pensiero, visioni tradotte in materia. Un allestimento che ha restituito alla moda la sua dimensione più autentica: quella di linguaggio culturale, prima ancora che estetico.
Il cuore pulsante della manifestazione è stato il concetto di “immaginario”, inteso come spazio in cui l’idea prende forma. Un filo conduttore ispirato al libro “Immaginari di moda” di Chiara Boni, ospite speciale della giornata, che ha incarnato con la sua presenza una sintesi perfetta tra esperienza, ricerca e identità stilistica.
Nel contesto di Habitat 83 – definito come una “tavola bianca” aperta alla contaminazione – la voce della stilista si è distinta per autenticità e profondità. Boni ha ribadito con forza il valore del saper fare italiano, sottolineando come l’artigianalità rappresenti una forma di eternità: un patrimonio che, come nella grande tradizione rinascimentale, trova nelle mani il suo strumento più potente.
Non è un caso che il suo percorso creativo sia fortemente legato alla funzionalità. Considerata la “regina dello stretch”, la designer ha rivoluzionato l’eleganza, introducendo tessuti capaci di adattarsi al corpo senza costringerlo: capi che non si stropicciano, non necessitano di stiratura e mantengono nel tempo una forma impeccabile. Una visione che ha conquistato in particolare il mercato americano, dimostrando come innovazione e praticità possano convivere con l’estetica.
Durante l’incontro, in dialogo con la booktuber Sara Cantoni, Boni ha ripercorso le tappe della propria carriera, soffermandosi anche sull’importanza delle origini. Essere nata a Firenze, ha raccontato, le ha trasmesso un senso innato delle proporzioni e dell’armonia, elementi che oggi definiscono il suo modo di disegnare il corpo femminile.
Verona, invece, le richiama una dimensione più teatrale: un luogo capace di evocare scenari, narrazioni, suggestioni. Non a caso, il suo libro si configura anche come un racconto di luoghi, oltre che di visioni.
Lo sguardo della stilista si è poi proiettato verso il futuro della moda, individuando nei tessuti tecnici una delle evoluzioni più rilevanti: materiali intelligenti, in grado di adattarsi alle condizioni climatiche e rispondere alle esigenze di una quotidianità sempre più dinamica.
Lucida anche la riflessione sul mercato internazionale, in particolare quello cinese. Più che una minaccia, Boni lo interpreta come uno stimolo: una cultura che riconosce e rispetta profondamente il valore della manualità, dell’esperienza e della conoscenza, soprattutto quando maturata nel tempo.
Ad arricchire ulteriormente l’atmosfera, la performance live della violinista e compositrice Laura Masotto, che ha accompagnato i visitatori in un dialogo continuo tra suono e spazio, amplificando la dimensione sensoriale dell’evento.
Ideato dalla fashion blogger Paola Buonacara e dalla designer Chiara Bottura, in arte Rosa Qualcosa, “Immaginari di Moda” si conferma così come un progetto capace di superare i confini tradizionali del fashion system. Non solo una mostra, ma un’esperienza culturale completa, dove la moda torna a essere racconto, ricerca e visione condivisa.


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