Samantha Cristoforetti: «Ho realizzato il mio sogno nello spazio»
di Alice Martini | 3 Aprile 2026Prima donna italiana nello spazio, più di dieci anni fa, e prima donna europea al comando della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nel 2022. Samantha Cristoforetti o, come è conosciuta, “Astro Samantha” è stata ospite degli UniStem Day 2026 all’Università di Verona. Astronauta dell’Esa, ingegnera e aviatrice italiana, Samantha Cristoforetti ha raccontato con simpatia e semplicità l’esperienza della vita nello spazio agli studenti, risvegliando in loro il sogno della scoperta e dell’esplorazione, senza risparmiare consigli e incoraggiamenti (soprattutto alle giovani donne). Nata a Milano nel 1977 e cresciuta in Trentino-Alto Adige, Cristoforetti ha costruito il proprio percorso con determinazione e curiosità, coltivando fin da giovane una passione per la scienza e il volo. Dopo la laurea in ingegneria meccanica conseguita in Germania e in Francia, è entrata nell’Aeronautica Militare Italiana, diventando una delle prime donne pilota di caccia del Paese. La selezione nel corpo astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea, nel 2009, ha segnato l’inizio di una carriera straordinaria: dalla sua prima missione “Futura” (2014-2015), durante la quale ha stabilito il record europeo di permanenza nello spazio per una donna (sei mesi), fino alla più recente missione “Minerva”, che l’ha vista protagonista anche in attività extraveicolari.
Ci racconti della sua esperienza. Un sogno realizzato?
Sicuramente sì e sono tante le cose che potrei dire, ma forse uno dei ricordi che porterò sempre nel cuore è la passeggiata che, nel luglio 2022, ho potuto fare nello spazio. Una passeggiata spaziale con il cosmonauta Oleg Artemyev, da prima donna europea. Una sensazione meravigliosa e posso dirvi che, dallo spazio, la Terra è davvero unica. Forse non lo sono altrettanto i tramonti, perché ce ne sono ben 16 durante la giornata (ride, NdR) ma sicuramente l’effetto è straordinario. Probabilmente ciò che ricordo di più, però, è quando, da lontano, si accendono le luci e tutto da lontano sembra a puntini.

Quali sono i cambiamenti più grandi quando si è nello spazio?
Non ci pensiamo, ma la gravità è importantissima quando siamo sulla Terra. Nello spazio, invece, davvero c’è tutto un altro modo di muoversi. È importantissimo, per questo, un allenamento specifico per i muscoli e le ossa e infatti la preparazione è molto lunga: nel mio caso è stata di circa tre anni. Anche gli effetti sulla circolazione sono importanti e servono sempre alcune settimane di adattamento quando si arriva nello spazio. E cambia tantissimo anche il modo di mangiare o di bere, ma anche quello di dormire e tutti i ritmi di vita e logistica, perché la giornata non è scandita dalle ore di luce e buio.

Nella sua seconda missione nel 2022 ci sono stati degli importanti esperimenti che ha spiegato simpaticamente attraverso i social. Ce ne racconta qualcuno?
Ho voluto approfondire e studiare il metabolismo umano e l’influenza che la dimensione dello spazio gli dona. Un secondo esperimento molto particolare è stato invece sul sistema uditivo, perché all’interno della stazione spaziale c’è tantissimo rumore di fondo, soprattutto perché sono presenti dei ventilatori che permettono il ricircolo dell’aria, altrimenti ci sarebbe troppa anidride carbonica. Ma forse il più importante è quello che abbiamo condotto per far crescere e riprodurre piante, che ci hanno permesso di purificare l’aria e migliorare anche la dieta degli astronauti.
Ci sono stati cambiamenti in questi anni nelle missioni?
Sicuramente 26 anni fa, quando nel 2000 fu fondata la ISS, molto è cambiato e si sono evoluti anche la tecnologia e i sistemi. È importante continuare ad investire nell’esplorazione spaziale perché rappresentano la ricerca verso qualcosa di più ampio, in cui le nostre tecnologie e studi vengono vocati; quindi, è estremamente strategico per le nostre economie e per le nostre sicurezze. Siamo in questi giorni sulla strada per un nuovo tentativo di lancio della missione Artemis II, dalla Florida, che per la prima volta in molti decenni porterà quattro persone al di fuori dell’orbita terrestre, attorno alla Luna. Il modulo di servizio di questa astronave, è importante ricordarlo, è di produzione europea».

La sua ricetta per realizzare i propri sogni nel cassetto?
«Un po’ di fortuna ma anche bravura di aver saputo cogliere le occasioni e tanto studio e preparazione: voglio dire soprattutto ai più giovani che la cosa sempre importante è impegnarsi nell’imparare e fare ciò che possiamo nel miglior modo. Poi sicuramente nel mio caso è stata grande anche la spinta per il fascino dello spazio e l’ignoto. Ma voglio ricordarlo: le occasioni nella vita arrivano e, se vanno in porto, bene. Altrimenti sarà un successo comunque perché si è provato.


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