Bambole di pezza - Cleo

Cleo (Bambole di Pezza) e le porte rotte

di Redazione | 8 Marzo 2026
Martina "Cleo" Ungarelli al Museo del patriarcato: dalla violenza domestica alla lotta femminista, la storia personale della voce delle Bambole di Pezza.

Martina “Cleo” Ungarelli delle Bambole di Pezza ha parlato di violenza sulle donne durante l’inaugurazione del nuovo “Museo del patriarcato” alla Fabbrica del Vapore di Milano, collegando la mostra alla propria esperienza personale e all’impegno femminista della band contro la cultura patriarcale e la violenza di genere. «La violenza contro le donne non nasce dal nulla, nasce da una cultura patriarcale in cui siamo ancora immerse e immersi», ha dichiarato.

Alla Fabbrica del Vapore di Milano è stato inaugurato il “Museo del patriarcato”, un percorso con 27 opere, installazioni e testimonianze che raccontano disuguaglianze e forme, anche invisibili, di violenza sulle donne in vari ambiti della vita quotidiana. Il museo è promosso da ActionAid e ripercorre dal lavoro allo spazio digitale, dallo sport alla dimensione domestica, per mostrare come il patriarcato sia ancora presente dietro molti comportamenti e stereotipi.

Cleo ha spiegato di essere stata colpita in particolare da un’opera con porte rotte, che le ha riportato alla mente ricordi dolorosi legati alla sfera domestica. «L’opera con le porte rotte mi ha riportato a ricordi dolorosi», ha detto nel video diffuso durante l’inaugurazione, lasciando intendere il legame tra quei segni fisici e le ferite della violenza. Il riferimento sottolinea come la violenza domestica lasci segni materiali e psicologici e come la mostra permetta alle donne di riconoscere e nominare queste esperienze.

Nel corso dell’evento Cleo e la band hanno ricordato che gli attacchi ricevuti a Sanremo, anche in sala stampa e sui social, sono «simbolici di una società che non crede ancora sia necessario parlare di femminismo». «Noi portiamo avanti questa parola da sempre, con coraggio e con la consapevolezza di quanto sia importante continuare a parlarne», ha aggiunto, collegando la violenza sulle donne alla persistenza di stereotipi misogini anche nella musica. Ha denunciato anche i «centinaia, migliaia di commenti negativi, accusatori» ricevuti online, che a suo avviso mostrano come «per certi aspetti sembra anche di fare dei passi indietro con tutte le lotte femministe che invece sono state fatte negli ultimi anni».

La band Bambole di Pezza, nata a Milano nel 2002, è una delle realtà più rappresentative del rock pop‑punk italiano e si definisce apertamente femminista, impegnata su parità di genere e lotta alla violenza sulle donne. «Anche il fatto di essere state la prima band tutta femminile sul palco dell’Ariston parla molto del fatto che in 76 anni non ci sia mai stata una band così», ha evidenziato Cleo, legando la loro presenza alla questione della rappresentanza. Già in passato, con brani e iniziative come le collaborazioni con progetti contro il femminicidio, le Bambole di Pezza hanno ribadito l’idea di fare della musica uno spazio politico e di denuncia.