Addio a James Van Der Beek, l’attore di “Dawson’s Creek” è morto a 48 anni
di Redazione | 11 Febbraio 2026Il celebre attore James Van Der Beek, amato in tutto il mondo per aver interpretato Dawson Leery nella serie cult Dawson’s Creek, è morto all’età di 48 anni. La notizia è stata confermata dalla sua famiglia tramite un toccante post su Instagram, in cui si legge che Van Der Beek si è spento serenamente, circondato dall’affetto di chi gli vuole bene.
Nelle sue ultime settimane, l’attore ha affrontato la vita «con coraggio, fede e grazia», come hanno scritto i suoi cari. Nel messaggio familiare si legge anche che ci sono ancora tanti aspetti della sua storia e dei suoi desideri che verranno condivisi più avanti, ma per ora si chiede tranquilla privacy per il tempo del lutto.
James lascia la moglie Kimberly Brook, con cui era sposato dal 2010, e i loro sei figli: le figlie Olivia, Annabel, Emilia e Gwendolyn, e i figli Joshua e Jeremiah, che lui stesso definiva una delle più grandi gioie della sua vita.
Chi era James Van Der Beek
James David Van Der Beek è nato l’8 marzo 1977 a Cheshire, Connecticut (USA). Già da ragazzo mostrò passione per la recitazione, lavorando fin dall’adolescenza in teatro e facendo le prime apparizioni in TV e cinema. La sua carriera ha avuto un punto di svolta nel 1998, quando è stato scelto per interpretare Dawson Leery in Dawson’s Creek, serie che ha raccontato in modo profondo e sincero i sogni, le difficoltà e i turbamenti dell’adolescenza, diventando un punto di riferimento culturale per un’intera generazione. Oltre a Dawson’s Creek, Van Der Beek è apparso in diversi film e serie TV di successo, tra cui Varsity Blues, The Rules of Attraction, CSI: Cyber, e ha saputo giocare con la sua immagine anche in ruoli più ironici, come nella sitcom Don’t Trust the B—- in Apartment 23.
Nel 2023 gli era stato diagnosticato un cancro del colon-retto, reso pubblico con grande trasparenza e forza di spirito nel 2024. Durante la sua battaglia, Van Der Beek ha condiviso momenti di speranza, riflessioni profonde e ha partecipato ad attività di sensibilizzazione sulla malattia, sempre con lo stesso coraggio che lo aveva accompagnato nella sua carriera.


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