Bentegodi, orgoglio tuffi: Prutean e Manfrin ancora in Nazionale giovanile

di Matteo Scolari | 5 Gennaio 2026
Nuova convocazione azzurra per i due campioni italiani esordienti. Un riconoscimento che premia il lavoro della sezione tuffi e la crescita dei giovani talenti allenati da Giacometti.

Un’altra grandissima soddisfazione per la società del Bentegodi, in particolare per la sezione tuffi, che festeggia l’ennesima convocazione in Nazionale giovanile dei giovanissimi Daniel Prutean e Benedetta Manfrin, entrambi campioni italiani esordienti. Una chiamata che conferma, ancora una volta, l’attenzione della Federazione verso due atleti considerati tra le piccole stelle del movimento azzurro.

Il recente ritiro collegiale, dedicato alle categorie Ragazzi e Juniores, ha visto la presenza anche dei due esordienti veronesi: una scelta significativa che testimonia l’interesse dei vertici federali per la loro crescita tecnica e atletica, nonostante la giovane età. Un segnale forte per i due atleti e per il lavoro portato avanti quotidianamente dal loro allenatore, Giacometti.

«In collaborazione con il ct della Nazionale giovanile, Oscar Bertone, che ha fortemente voluto i ragazzi in collegiale – spiega soddisfatto coach Giacometti – abbiamo sfruttato questa occasione per allenarci in una struttura olimpica dotata di longe, piscine a secco e palestra, strumenti che nel quotidiano ci mancano. Ringrazio Bertone per la sensibilità dimostrata verso la crescita degli atleti meritevoli di attenzione anche fuori da Roma».

Sono stati cinque giorni intensissimi, durante i quali Prutean e Manfrin non solo hanno tenuto il passo di compagni di allenamento più grandi, ma hanno anche migliorato sensibilmente i test di potenza e scioltezza rispetto al collegiale di novembre, confermando le loro potenzialità tecniche e fisiche.

Di grande valore anche il percorso formativo a 360 gradi proposto durante il ritiro, con il confronto diretto con nutrizionisti, psicologi e preparatori atletici, anche provenienti da altre discipline sportive. Un’esperienza che contribuisce a costruire non solo futuri campioni, ma atleti consapevoli e allenatori sempre più preparati, in un’epoca in cui lo sport sano e strutturato rappresenta un presidio fondamentale contro le distrazioni e i rischi legati al mondo digitale.