Allenarsi alla felicità
di Redazione | 21 Settembre 2018L’esercizio è semplice: basta lasciarsi travolgere dalla gioia. A trarne beneficio saranno il corpo e la mente secondo il metodo sviluppato dal medico indiano Madan Kataria che ha portato alla nascita in oltre 80 Paesi nel mondo di svariati Club della risata. Verona compresa…
Lasciarsi travolgere…dalla gioia. È tra le prime regole da seguire per praticare lo Yoga della risata: per ridere cioè senza una precisa ragione, raccogliendo benefici per la salute e l’umore. Il metodo non è nuovo: a svilupparlo nel 1995 in un parco di Mumbai fu un medico allopatico indiano, Madan Kataria, convinto delle potenzialità del ridere in gruppo per oltrepassare i confini della geografia e del pensiero.

«È possibile e capacità di ognuno di noi ridere senza motivo, quindi in maniera volontaria, come se si trattasse di un esercizio di fitness da fare in gruppo», premette Eddy Verzini, insegnante certificato di Yoga della risata. Superato l’iniziale imbarazzo, si è invasi dal benessere. Grazie anche allo yoga, da cui la metodologia attinge la pratica della respirazione diaframmatica e consapevole. Per il resto è soltanto questione di lasciarsi andare: «Il cervello umano, pur essendo una macchina meravigliosa, non è capace distinguere tra una risata spontanea e una indotta. Facendo ridere il corpo, la mente diventa presto felice».
Tanto il riso è contagioso, così lo Yoga della risata ha contaminato in un movimento internazionale oltre 80 Paesi del mondo dove sono stati fondati svariati Club della risata: punti di benessere e socializzazione a partecipazione gratuita dove trainer formati che hanno appreso il metodo frequentando seminari intensivi possono applicarlo a beneficio della collettività.
Verona compresa, dove dal 13 settembre a San Michele Extra per il terzo anno Casa Serena della Pia Opera Ciccarelli ospiterà ogni giovedì, dalle 20 alle 21.15, questi esilaranti incontri. Non è un caso se hanno trovato spazio in una residenza dedicata alla terza età: «Ridere insieme è un connettore sociale meraviglioso», sottolinea Verzini, che presta servizio come assistente sociale e responsabile della sicurezza in alcune strutture per anziani associate all’Associazione diocesana delle opere assistenziali (Adoa). L’iniziativa, prosegue, «è nata nell’ambito di un progetto del circolo dipendenti delle Fondazioni San Giuseppe e Marangoni legato allo stress da lavoro correlato, poi ha preso la sua strada con il Club veronese». Perché allora non sfoderare la migliore versione di noi assieme al più smagliante sorriso?
«Ridere aumenta le endorfine, che sono i nostri antidolorifici naturali; accresce i livelli di ossitocina, vale a dire l’ormone della fiducia, e abbassa i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress; incrementa la produzione di cellule killer e ossigena il sangue per cui le cellule tumorali faticano ad aggrapparsi ai tessuti; dà ossigeno al cervello, regalando vitalità e lucidità; inoltre regolarizza le funzioni intestinali», elenca l’insegnante di Yoga della risata certificato dalla Laughter Yoga University.
Ridere donerà benessere, ma come? Frequentare il Club della risata di San Michele, che conta una ventina di partecipanti, e allenarsi alla felicità è semplice: «Gli esercizi di risata si alternano a quelli di respirazione con intramezzi di gioco, canto e danza. Sono attività spontanee per cui non occorre alcuna dote particolare, anzi… Meno si è capaci, più le risate nascono spontanee». La risata incondizionata è terapeutica e chiunque può partecipare: «Adulti e bambini accompagnati, giovani e meno giovani, persone che convivono con una qualche forma di disabilità. Chi desidera, può frequentare un breve corso per conseguire la certificazione di leader di Yoga della risata che abilita alla conduzione di sessioni e progetti presso scuole, case per anziani, carceri e aziende». Perché, per fortuna, quello della felicità è un settore favorevolmente in crescita.
Info: Eddy 339.8821422 (messaggi WhatsApp), e-mail eddy.verzini@yahoo.it


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