Chi gioca non invecchia mai
di Redazione | 28 Gennaio 2021Si dice che l’uomo invecchia perché smette di giocare. Lo aveva detto un secolo fa lo scrittore George Bernard Shaw e oggi, nelle formule di longevità per la terza età, c’è anche questo. Giochi mnemonici, attività di stimolazione cognitiva e vita sociale. Un tris di trucchetti per rinforzare la mente che a Casa Chiara, a Borgo Venezia, conoscono bene. Si tratta della nuova struttura residenziale per anziani autosufficienti, situata in via Berbera 1/A, e nata da un’idea della Cooperativa Santa Chiara (con sede in via Fincato) che da 18 anni si occupa del servizio a domicilio di personale a sostengo degli anziani.
«Casa Chiara – spiega la coordinatrice Rita – vuole essere una struttura cuscinetto tra l’anziano indipendente, che può ancora svolgere le faccende domestiche in autonomia, e quello che preferisce non andare in casa di riposo.» Un luogo indicato quindi per chi vuole tenere allenata la mente e trascorrere il proprio tempo in compagnia di altre persone. «La struttura può accogliere fino ad un massimo di 13 persone – chiarisce la coordinatrice -, questo perché abbiamo voluto mantenere l’idea e gli spazi di un luogo familiare e intimo.» Qui gli anziani sono seguiti da due operatori socio sanitari, che forniscono l’assistenza necessaria, e due educatrici per le attività di gruppo.
A Casa Chiara gli anziani autosufficienti sono liberi di muoversi per fare la spesa o per andare a comprare il giornale, di giocare a carte, di fare attività di gruppo, anche se il sogno per il prossimo futuro è quello di creare anche una bocciofila negli spazi esterni.

Appena sarà possibile, una volta superata l’emergenza sanitaria, sarà il turno degli scambi intergenerazionali tra anziani e bambini: questi ultimi avranno la possibilità di ascoltare le esperienze di vita passata degli anziani, offrendo in cambio la propria gioia e spensieratezza.

Tra le attività di stimolazione cognitiva troviamo i giochi matematici, di memoria e il disegno. Si passa prima da un mini test per capire le abilità dell’ospite. Da qui si comincia. «La capacità numerica è buona? Si va a lavorare sul calcolo – spiega Arianna Benedetti, educatrice di Casa Chiara – attraverso attività impegnative ma anche ludiche.» Sulla linea di quanto detto da Rita Levi Montalcini, secondo cui “il cervello se lo coltivi funziona”, si procede con tutte le altre attività. Obiettivo, stimolare la mente grazie alle attività pensate da Arianna e Giuditta Avesani.
L’inaugurazione della struttura avverrà appena le condizioni sanitarie lo consentiranno. Intanto si può consultare il sito per maggiori informazioni.


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