Verona 360: uno sguardo virtuale alla città
di Redazione | 22 Febbraio 2021di Annalisa Mazzolari
Come nasce l’idea di un tour virtuale a 360 gradi?
«Nasce dalla volontà mia e del mio socio collaboratore Stefano Martini, due video produttori non solo appassionati del mondo multimediale e delle nuove tecnologie ma anche e soprattutto volenterosi di valorizzare la bellezza artistica e culturale della città di Verona. Il progetto nasce nel 2019, ma in qualche modo proprio il lock-down ci ha dato il tempo di svilupparlo nella maggior parte durante i mesi di marzo e aprile 2020, per venir ufficialmente presentato nel maggio dello stesso anno».
Come si accede al tour e come è stata accolta l’iniziativa?
«Basta accedere al sito verona360.it e troverete tutte le spiegazioni dettagliate, che vi accompagneranno in questa esperienza immersiva e interattiva. Premendo il tasto “vivi l’esperienza” sarà possibile passeggiare per Verona rimanendo a casa collegati dal proprio computer, smartphone o tablet, tutto gratuitamente.
L’iniziativa ha ricevuto un ottimo feedback. Non solo ha aperto un nuovo modo di osservare e scoprire gli angoli più nascosti di Verona a utenti provenienti da tutto il globo, ma ci ha permesso di entrare nel circuito dei Patti di sussidiarietà siglati con il Comune di Verona che fa conoscere, mettendo in relazione tra loro, l’impegno dei cittadini che si prendono cura e partecipano alla valorizzazione dei beni comuni della città».
Quali sono i vostri progetti futuri?
«Innanzitutto il tour è in continuo aggiornamento settimanale, implementato ogni volta da nuove foto, ulteriori descrizioni informative sui luoghi più suggestivi da vedere e visitare (le curiosità culturali sono in particolare scritte da un team di ragazzi che collabora con noi) e costruito di volta in volta proprio grazie alla sinergia con ulteriori associazioni (quali l’Associazione AGILE). Momentaneamente stiamo lavorando anche a LagodiGarda360, una visita virtuale sulle nostre sponde lacustri, e ad un progetto con Casa Shakespeare, col quale verrà realizzato un itinerario tematico per i luoghi shakesperiani di Verona.

La più grande soddisfazione ottenuta in questo duro periodo è stato poter constatare come la nostra visione sia venuta incontro a diverse situazioni che sono state costrette a chiudere i propri battenti: abbiamo ad esempio permesso la realizzazione di una mostra virtuale sui Ponti di Verona già allestita nella Hall di Palazzo Barbieri e poi bloccata dal Dpcm del 3/11/2020. In generale il nostro desiderio è che la tecnologia sia, in questo momento in modo particolare, uno strumento a servizio della cultura, del turismo, dello spettacolo. Può veramente essere lo strumento, per una città, di fare rete e di far conoscere i propri punti di forza ai cittadini, agli italiani e a una platea internazionale.
Siamo una realtà autogestita e autofinanziata, perciò siamo aperti a qualsiasi collaborazioni con cittadini/associazioni o attività culturale che voglia sostenere il nostro sguardo virtuale sul mondo».


In Evidenza
Alessandro Farinelli: «In sanità l’IA supporta le decisioni, non le sostituisce»

Endometriosi, il dolore invisibile di tre milioni di italiane

La lirica incontra la solidarietà con il concerto per “End Polio Now”

Filippo Pozzato: «Abbiamo pagato il passato. Ma oggi il ciclismo è pulito»

Le ricette di marzo 2026: risotto con zucca, brie, miele, rosmarino e noci e torta delle rose

Sofia Lotti: «La nuova piramide alimentare USA? Si discosta dalle evidenze scientifiche»

Il giubbino di jeans, amore infinito

Uno spettacolo di musica funky per Santa Giuliana

Gianbattista Baronchelli: «A 20 anni, perdere così è vincere»


