Anche gli alpini veronesi “protagonisti” a Milano Cortina 2026
di Redazione | 16 Febbraio 2026Non è solo una questione di logistica, ma di cuore e dedizione. Alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, la Sezione di Verona dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) è scesa in campo come protagonista silenziosa con oltre un’ottantina di volontari, portando tra le vette olimpiche un patrimonio di valori che va ben oltre la semplice gestione dell’evento e pone il “Modello Alpino” a servizio del Paese. Nelle immagini che giungono dai siti di gara, il tricolore e il cappello alpino si fondono con i cinque cerchi, delineando il profilo di una squadra d’eccellenza. “Accanto ai militari dell’Esercito Italiano, i volontari dell’ANA operano in una sinergia perfetta, trasformando la disciplina militare e la generosità civile in un unico motore operativo”, spiega il vicepresidente ANA David Favetta, ieri in zona al fianco delle Penne Nere operative a Cortina e in Val di Fiemme. Il contributo degli Alpini si declina in compiti ad alto impatto operativo. Dallo snow removal (sgombero neve) al controllo accessi, mentre movieri, driver e sciatori sono impegnati nel presidiare i varchi e garantire i flussi. Un lavoro incessante svolto anche dietro le quinte, nelle segreterie e nelle sale operative, dove si definiscono procedure e coordinamento. “Quello che emerge dai gruppi di lavoro non è solo professionalità, ma un profondo senso del dovere verso il Paese. Per gli Alpini veronesi, esserci significa onorare il valore del servizio e la responsabilità condivisa. È la testimonianza di chi sceglie di donare il proprio tempo e le proprie energie per il successo di un evento globale, con lo sguardo fiero di chi conosce il sacrificio della montagna”, aggiunge Favetta che sottolinea come le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 diventino così “la vetrina di un’Italia che sa cooperare: da un lato la professionalità dell’Esercito, dall’altro l’instancabile volontariato dell’ANA. Insieme, dimostrano che il successo di un grande evento si costruisce sulla solidità di chi, gratuitamente, si mette a disposizione della comunità”.
I volontari Ana operativi sono stati formati nei mesi scorsi dalla JTF della Difesa con moduli specifici dedicati a movimento su neve, posizionamento delle reti di sicurezza, utilizzo delle attrezzature tecniche e procedure di primo soccorso. Un percorso che oggi si è tradotto traduce in presenza efficace sui campi gara, accanto alle Truppe Alpine dell’Esercito.
Sabato si è svolto il primo “cambio turno” dei volontari ANA impegnati a supporto delle competizioni. Un momento significativo, non solo sul piano organizzativo, ma anche umano, fatto di saluti, riconoscenza e rinnovato spirito di servizio. l cambio turno ha visto il rientro a casa dei primi volontari, protagonisti delle giornate iniziali dei Giochi, e l’arrivo dei nuovi contingenti. Nei vari siti olimpici il passaggio di consegne si è svolto in modo ordinato, con briefing operativi e momenti di confronto utili a trasmettere indicazioni pratiche, difficoltà riscontrate e suggerimenti maturati dall’esperienza sul campo.



In Evidenza
Elena Carrara: «L’antibiotico-resistenza è una minaccia da non sottovalutare»

Valentina Zanella: «Così porto la “mia” commedia romantica nel cinema italiano»

Alessia Gazzola, storie tra pagine e schermo

Samantha Cristoforetti: «Ho realizzato il mio sogno nello spazio»

La maratona di Blanco: 42 km per consegnare il suo nuovo album alla madre

Project Hail Mary: (anche) nello spazio esistono le emozioni

Benvenuta Rachele! È nata la figlia di Federica Pellegrini e Matteo Giunta

WeFootball: il calcio che dà speranza alle comunità africane

Rocco Gaudenzi: «Le tecnologie vanno abbracciate, non subite»







