Arte e tecnologia si incontrano nei laboratori per studenti alla Fondazione Spazio Vitale

di Redazione | 27 Ottobre 2025
Nei laboratori della mostra “4.444 – Circuiti integrati”, studenti di Verona creano opere con componenti elettronici ispirandosi a Pituello, riflettendo sul legame tra uomo, tecnologia e ambiente.

Imparare a creare arte con materiali di recupero come hard disk, schede madri e processori, per comprendere più a fondo il rapporto tra uomo, tecnologia e ambiente. 

È questo l’obiettivo dei laboratori creativi per le scuole che si stanno svolgendo nella sede della Fondazione Spazio Vitale di via San Vitale 5, nell’ambito della della mostra 4.444 – Circuiti integratiUmanità e memorie dal cosmo a cura di Francesco Varanini e Andrea Martini, con il patrocinio del Comune di Verona.

I bambini e ragazzi delle scuole aderenti (primarie e liceo artistico) sono coinvolti in un’esperienza artistica unica, ispirata alla filosofia di Pituello, che considerava l’arte un processo aperto e collaborativo. Le sue opere, volutamente incompiute, invitano i visitatori a contribuire attivamente, superando la distanza tra artista e cittadino. 

I gruppi sono guidati da artisti ed educatori esperti, tra i quali Andrea Martini, allievo di Pituello e co-curatore della mostra, ed Elena e Ginevra Pituello, figlie dell’artista, a completare opere incompiute e a realizzare nuove creazioni ispirate allo stile di Pituello. 

I giovani vengono stimolati e guidati alla comprensione del significato di un’opera d’arte, dell’uso dei materiali e del messaggio che essa trasmette, ed incoraggiati ad esprimere la loro creatività senza timore di “non essere capaci”.  Ogni contributo artistico confluirà in un’opera collettiva, aperta e armoniosa, che proseguirà l’eredità artistica di Pituello e Martini. 

L’attività è gratuita ed offerta dalla Fondazione Spazio Vitale, impegnata a promuovere una riflessione critica sul rapporto tra uomini e tecnologie, con particolare attenzione ai giovani.

Nella stessa ottica gli studenti sono stati invitati a deporre una foglia autunnale davanti ai versi di Giuseppe Ungaretti Si sta come dʼautunno sugli alberi le foglie e all’installazione custodita al piano interrato della mostra: una tela raffigurante un cavaliere a riposo sulla quale è adagiata una branda originale della Prima guerra mondiale proveniente dal fronte di Caporetto. 

L’installazione è visibile fino a domenica 26 ottobre, anniversario della scomparsa di Bonomo Giocondo di Antonio, caporale 271° reggimento fanteria, distretto di Verona, disperso il 26 ottobre 1917 sul campo in combattimento nelle prealpi udinesi. Dal 27 ottobre ritornerà in esposizione al Tempio Ossario di Udine dove resterà fino a 31 dicembre.

La mostra è visitabile con ingresso gratuito fino al 4 novembre da mercoledì a sabato, dalle 15 alle 19.