Una Lisistrata moderna in scena al Teatro Romano
di Alice Martini | 18 Settembre 2025Applausi ed entusiasmo hanno accolto le due serate al Teatro Romano di Lisistrata, su produzione Fondazione INDA – Teatro Greco di Siracusa, e andato in scena giovedì e venerdì scorso con la regia di Serena Sinigaglia.
La protagonista assoluta e che tanti attendevano di vedere, lo sapevamo, sarebbe stata Lella Costa che, da attrice di lunga carriera e soprattutto di ruoli dal grande spessore femminile, avrebbe reso il personaggio di Lisistrata ancora più forte e ricco di prospettive. Lella Costa ce lo aveva anticipato nell’intervista di presentazione, lo spettacolo sarebbe stato una commedia sì, ma con tratti della tragedia, anche se allo stesso tempo dalle sfumature molto divertenti.
I nodi rossi presenti nella scenografia, a rappresentare i tanti momenti di dubbio e di scontro che animavano le popolazioni della Grecia dei tempi di Aristofane, tanto da portare a numerose e continue guerre di supremazia, avrebbero trovato nella tenacia e granitica forza d’animo di Lisistrata il modo per essere sciolti.
Con lo stratagemma di convincere tutte le donne ateniesi, spartane e alleate ad allontanarsi dai propri uomini, impedendo ogni tipo di contatto fisico e al contempo occupando l’Acropoli e avendo così il controllo anche economico della città di Atene, una guerra sarebbe stata impossibile da proseguire e avrebbe costretto gli uomini a riflettere sulle conseguenze di una continua guerra di cui spesso non si ricordano nemmeno più le ragioni che l’avevano spinta all’inizio.
È così che, davanti ad una superba interpretazione da protagonista, è degno di nota il lavoro corale che ha saputo far divertire e ridere di gusto il pubblico tra sensi e doppi sensi (d’altronde per chi conosce la storia si sapeva che l’estremo patto delle donne greche consisteva proprio nello sciopero del sesso), ma allo stesso tempo ha donato l’immagine di donne coraggiose e indipendenti, capaci di contrastare i pregiudizi e la supremazia degli uomini, rendendo al contempo un’opera di quasi 2500 anni più moderna che mai.


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