Giovanni Vit - Albatross

Giovanni Vit: «Il cinema? Un teatro “all’ennesima potenza”»

di Alice Martini | 22 Luglio 2025

È stato un completo sold-out la prima proiezione veronese, al Cinema Rivoli di domenica 6 luglio, del film Albatross, scritto e diretto da Giulio Base. Racconta la vita del triestino Almerigo Grilz (interpretato da Francesco Centorame), primo fotoreporter italiano caduto sul campo dal secondo dopoguerra, a 34 anni, e fondatore dell’agenzia indipendente Albatross insieme a Fausto Biloslavo e Gian Micalessin. Tra gli attori, oltre a Giancarlo Giannini (Vito Ferrari), anche l’attore veronese Giovanni Vit (Leopoldo), direttore de La Graticcia, al suo debutto cinematografico.

Che esperienza è stata presentare questo film nella tua città?

Presentare il film Albatross a Verona, al Cinema Rivoli – con un sold out tra l’altro – è stata una bellissima emozione, anche per gli ospiti presenti. Sono state giornate di presentazione frenetiche, con qualche intoppo legato a delle polemiche sul tema, ma che non scalfiscono la qualità del lavoro e l’approfondimento.

Vit, Centorame, Base

Quando è partita l’idea?

Il film è stato girato alla fine del 2023, un’esperienza che ho ben coordinato con il teatro e la mia compagnia. Di questo li ringrazio per la responsabilità e la fiducia che mi hanno accordato. Avevo fatto un paio di provini e subito dopo la conferma della parte, abbiamo girato prima un mese a Trieste, poi un altro a Foggia, dove ci ha raggiunti Giannini. 

Cosa ti ha colpito del film?

La particolarità è che un film quasi completamente fatto da giovani, tra cui anche Linda Pani, Michele Favaro e Francesco Centorame. Credo sia importante rilevarlo, perché in un cinema in difficoltà come in questo momento, la scelta registica è stata davvero coraggiosa. Il cinema italiano continua a cercare volti nuovi e questo è molto buono.

È stato difficile impostarlo?

Il gruppo si è creato subito e con facilità, puntando molto sulla conoscenza reciproca. Sapevamo che il tema sarebbe stato spinoso, e forse osteggiato, anche per il periodo in cui si ambientava e il filo politico. Ma dal gruppo di attori nato è cresciuta molto la nostra attività insieme, anche per costruire insieme i personaggi. In particolare mi sono trovato subito in sintonia con Centorame, anche per il modo di lavorare.

Hai visto similitudini con il teatro?

C’è una scena completamente girata in piano sequenza (scena girata senza interruzioni o tagli, NdR) e questo mi ha fatto pensare che fosse come un “teatro all’ennesima potenza”, perché davanti alla camera devi essere sempre molto preciso in ogni situazione, quindi con molto più lavoro di preparazione o perlomeno diverso.

Come è stato interpretare personaggi realmente vissuti?

Il mio personaggio è stato inventato da Giulio Base, ma si trova in un contesto reale e con dinamiche davvero esistite, la mia difficoltà è stata dunque questa: calarmi in un contesto difficile per la storia accaduta e quindi delicato, pur entrandoci “in punta di piedi”.

E lavorare con Giancarlo Giannini?

Lavorare con lui è stato molto bello, si è creato un clima fantastico perché Giannini è molto simpatico e “pesa” le persone con ironia. Io su questo ero già abituato un po’ con Roberto Puliero, quindi è stato semplice fare amicizia.