Il team NaoArtemis sul podio della NAO Challenge
di Redazione | 10 Giugno 2025Il team NaoArtemis dell’Istituto Alle Stimate di Verona ha conquistato il terzo posto nazionale alla NAO Challenge 2025, prestigiosa competizione di robotica educativa promossa da Scuola di Robotica, che coinvolge ogni anno le migliori scuole italiane.
L’edizione 2025 era dedicata al tema dello sport: i partecipanti sono stati chiamati a progettare soluzioni innovative con il robot umanoide NAO, capaci di migliorare l’esperienza di atleti e tifosi grazie all’intelligenza artificiale e all’interazione uomo-macchina.

Il progetto presentato dalle Stimate si intitola Nao Coach & Care e propone un approccio originale che integra tecnologia, inclusione e analisi sportiva. Al centro dell’iniziativa ci sono l’accessibilità e il benessere, sia per chi è in campo sia per chi assiste alla partita. Il progetto ha trovato concreta applicazione grazie alla collaborazione con la società sportiva Audace Calcio a 5 Femminile, partner ufficiale dell’esperienza.
Il progetto si articola in due task principali, entrambi basati sull’impiego del robot umanoide NAO. Il primo task, in ambito sportivo, vede NAO affiancare l’allenatore grazie a una webapp che analizza la partita in tempo reale attraverso heatmap e diagrammi di Voronoi, gestisce le convocazioni e fornisce indicazioni tecnico-tattiche anche in caso di espulsione del coach. Un’app mobile integrata raccoglie i dati biometrici degli atleti, contribuendo a prevenire infortuni, mentre NAO svolge anche una funzione motivazionale, rafforzando la coesione del team. Il secondo task è dedicato all’inclusione del pubblico: posizionato sugli spalti, il robot utilizza simboli ArUco e la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) per trasformare immagini in messaggi vocali, rendendo l’esperienza sportiva più accessibile, soprattutto per le persone nello spettro autistico.
Il terzo posto conquistato rappresenta un grande risultato per l’intero team NaoArtemis, frutto di mesi di lavoro interdisciplinare. Il progetto ha permesso agli studenti di applicare competenze in informatica, robotica, intelligenza artificiale e comunicazione, riflettendo al tempo stesso su valori fondamentali come l’inclusione, la salute e l’accessibilità nello sport.
Uno degli aspetti più significativi è stato il lavoro di squadra: la riuscita del progetto è dipesa dalla collaborazione costante tra i membri del team, che hanno affrontato sfide reali condividendo competenze, idee e responsabilità. Un’esperienza formativa che ha unito crescita tecnica e umana, lasciando un segno profondo nel percorso dei partecipanti.


In Evidenza
Troppi turisti in Giappone e Fujiyoshida annulla il festival dell’hanami

Veraldi, medico veronese in missione a Gaza: «Qui manca tutto»

Bad Bunny al Super Bowl: uno show in spagnolo tra musica e politica

San Valentino a Verona: i luoghi iconici da visitare

Inclusione sociale, oltre 100 partner per il progetto Ulss 9 nel 2025

Cerimonia di apertura Milano Cortina 2026: la notte delle “imprecisioni”

Palio del Drappo Verde: Verona corre da 800 anni

Bortolo Mutti: «Quando un giocatore non esulta dopo un gol, io mi incazzo»

Andrea Bassi: «Per case anziani e Ipab serve una legge chiara»



