L’Istituto Seghetti scrive una lettera per “il futuro”
di Redazione | 21 Maggio 2025Nei giorni scorsi, i corridoi dello Spazio Filatelia di Verona si sono riempiti di voci curiose e sorrisi emozionati. Accolti dalla Responsabile dello Spazio Filatelico, Sinforosa Borneo, i ragazzi e le ragazze della classe 3A della scuola secondaria dell’Istituto Seghetti, hanno avuto l’opportunità di compiere un viaggio concreto e simbolico attraverso i metodi comunicativi che hanno fatto la storia.
Accompagnati dal loro insegnante Marco Polimeni i ragazzi hanno visitato lo Spazio Filatelia di Poste Italiane a Verona, nell’ambito del progetto “Lettera al futuro: La comunicazione nel passato, presente e futuro”.

Il cuore dell’attività? Scrivere una lettera al proprio futuro. Non un semplice esercizio, ma un messaggio personale, autentico, destinato a se stessi fra cinque anni. Ogni pensiero, ogni parola è stata sigillata in una busta, affrancata con cura e timbrata con la data di venerdì 16 maggio 2025, pronta per essere custodita fino al 2030. Un messaggio “congelato nel tempo”, per ricordare a ciascuno chi fossero, cosa pensavano, e chi sperassero di diventare.
L’incontro, che ha coinvolto 28 alunne e alunni, è stato altamente interattivo: dopo la presentazione del francobollo, i ragazzi hanno imparato a eseguire l’affrancatura manuale, hanno timbrato le lettere e le hanno consegnate direttamente allo sportello.
«Scrivere una lettera è stata un’esperienza emozionante» ha detto un’alunna, ancora entusiasta insieme ai compagni per aver ricevuto anche uno speciale gadget: una cartolina da collezione Pokémon, affrancata con francobollo dedicato e timbrata per ricordare l’evento. Un piccolo oggetto che diventa una traccia concreta di un momento significativo.
L’idea alla base del progetto – nata e condivisa tra Scuola, Spazio Filatelia e il Museo della Radio – ha l’obiettivo di stimolare la scrittura, la riflessione personale e il mantenimento dei legami sociali, anche dopo la fine del percorso scolastico. Un messaggio scritto oggi che tornerà tra le mani dei ragazzi tra cinque anni, portando con sé non solo ricordi, ma anche il senso profondo di una comunicazione che unisce tempi diversi.


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