Il Parkinson e i benefici dell’attività motoria
di Redazione | 8 Gennaio 2025Un’attività fisica regolare può contribuire a una gestione più efficace dei sintomi del Parkinson e a un miglioramento della qualità della vita delle persone affette. Con questi presupporti nasce il Centro Studio il Movimento, inaugurato a giugno 2024 a Mizzole, dalla dott. Federica Bombieri, dottore di ricerca del dipartimento di neuroscienze, biomedicina e scienze del movimento dell’Università degli Studi di Verona, con trent’anni di esperienza proprio nel campo dell’attività motoria. Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa cronica che presenta sia sintomi motori che non motori. Sebbene attualmente non esista una cura, negli ultimi anni la gestione della malattia è notevolmente migliorata. Questo progresso è dovuto non solo all’introduzione di nuovi farmaci e alla loro prescrizione più mirata nelle diverse fasi della patologia, ma anche all’integrazione precoce dell’attività motoria preventiva adattata con il trattamento farmacologico.
«Seguendo le linee guida dell’International Parkinson and Movement Disorder Society – spiega la dott. Bombieri – ho sviluppato un percorso di esercizi fisici specifici, definiti ‘vigorosi dal punto di vista cognitivo e motorio’ per usare l’espressione tecnica, che i pazienti devono iniziare quanto prima possibile per prevenire e gestire le conseguenze del Parkinson. Non mi concentro solo sui muscoli, ma osservo come il paziente si muove per capire lo stato cognitivo e le problematiche legate al movimento. Utilizzando strategie specifiche e ingaggianti, inclusa la musica, lo aiuto a mantenere la propria autonomia».
Il Centro, immerso nella natura, offre anche una rete di servizi, come l’alloggio per chi viene da più lontano. La prima seduta è individuale e serve per valutare lo stato del paziente e spiegare come gestire i sintomi a casa. Successivamente, viene inserito in gruppi, che variano nel numero in base alla severità della patologia. «Si va da gruppi di 20 a gruppi di 5-6 persone, fino a gruppi più piccoli in base al decorso della patologia e ai sintomi».
Sono circa 100 i pazienti che vengono seguiti ogni mese, almeno una volta alla settimana, all’interno del centro di Mizzole, e provengono sia dal veronese che da fuori provincia.
«La prevenzione e la gestione precoce della malattia sono fondamentali, – conclude la dott. Bombieri – e credo fermamente che grazie a questa metodologia si possa fare molto per migliorare la vita dei pazienti con Parkinson. Anche per questo sto formando a livello nazionale i docenti del futuro per diffondere questo approccio innovativo».


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