Mauro Fiorese, lo sguardo dell’arte che vince su tutto
di Redazione | 6 Dicembre 2016Si è spento domenica a 46 anni il fotografo veronese Mauro Fiorese, malato di cancro ai polmoni da diversi anni: aveva raccontato la sua battaglia contro la malattia in un progetto fotografico online, Libra in Cancer.
«Sono sempre stato un visionario. Lo sono anche nei confronti della morte». Che arte e vita siano il binomio per eccellenza lui, Mauro Fiorese, lo sapeva bene. E della malattia che lo stava erodendo ormai da anni aveva deciso di fare la sua opera d’arte più grande.
Si è spento domenica a 46 anni il fotografo, nella stessa Verona dov’era nato e dove aveva deciso di fare sempre ritorno, anche se la sua carriera di artista, di fotografo, di docente, di curatore e di videomaker nel corso degli anni lo aveva portato in giro per il mondo.
Una vita intensa, dedicata all’arte e alla fotografia come mezzo privilegiato per dare al mondo lo sguardo umano che merita. Ma tra i tantissimi lavori che hanno costellato la sua carriera (vale la pena ricordare Corpolibero, una ricerca dedicata all’handicap, e Mind Map of Love, dedicato a tutte le sfaccettature del sentimento) quello che più di tutti ha trasformato la sua arte in una vera rivoluzione è anche quello che l’ha accompagnato fino al suo ultimo giorno.
Da quando, nel 2014, gli fu diagnosticato un cancro ai polmoni al quarto stadio, Mauro Fiorese ha deciso con coraggio e ostinazione di rispondere al male con l’arte: è nato così il progetto Libra in Cancer, sorta di diario della malattia che ha raccolto negli ultimi anni parole e immagini per raccontare il dolore, la sofferenza, ma anche la speranza e la forza del viaggio dell’artista.
«L’arte può essere un processo spirituale per la nostra mente, se siamo aperti a nuove visioni», ha ricordato Mauro Fiorese tra le pagine del suo blog, accanto alle immagini potenti di corsie di ospedali e intimi ritratti della figlia Leda di quattro anni, che amava più di ogni altra cosa al mondo, e della moglie Pamela, pittrice, a cui ha chiesto, ultimo struggente desiderio, di dipingergli la bara.


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