Successo per la prima serata de “il mondo in rosa”
di Redazione | 8 Marzo 2012GREZZANA – Grande successo ha riscosso il primo incontro de «Il Mondo in rosa», promosso dal Comitato di gestione della biblioteca, presieduto da Rosamaria Conti, in collaborazione con il gruppo «Donne Insieme», un gruppo eterogeneo che opera in paese da quasi 20 anni, dal titolo «L’è ‘na dona de sentimet». La responsabile Ornella De Pieri ha commentato «ci salverà il sentimento e la bellezza».
Hanno chiuso la serata, che resterà nella storia delle organizzatrici, la straordinaria musica del quartetto d’archi SUAVIS e la mirabile interpretazione dell’attrice Giovanna Scardoni di alcune poesie dedicate alle donne, tra le quali «Bambina mia» di Mariangela Gualtieri, che hanno suscitato emozioni e moltissimi applausi in una sala «Bodenheim» stracolma. Soddisfatti anche gli uomini presenti tra il pubblico (prevalentemente al femminile).
La relatrice, Marta Fisher già docente di lettere e attualmente presidente del Ci.Vi.Vi. Comitato Valorizzazione Valpantena, ha esordito «il tema “L’è na dona de sentiment”, trae origine dalla considerazione fino agli anni Settanta nelle nostre zone si aveva della donna: una persona in grado di risolvere i problemi della sua famiglia, di affrontare la vita con le sue difficoltà e di difendere le creature a lei affidate». Oggi ha continuato «la situazione è molto diversa, il patriarcato non esiste più. La legge 151 del 1975, sulla riforma del diritto di famiglia ha dato ai coniugi pari diritti, cancellando la figura del capofamiglia, ma il percorso per ottenere la vera parità è molto lento, anche se ci sono alcune donne che emergono», il riferimento al presidente Confindustria e ai ministri in carica e non solo.
«Ma», ha proseguito Marta Fischer, «se l’ordine fondato sul patriarcato è caduto, oggi il nuovo sta distruggendo, sta creando grande confusione di ruoli e di competenze e il disorientamento delle emozioni. Occorre ritrovare il filo che consenta alle donne di fare ordine: cioè la saggezza, l’autorevolezza tutta femminile, la capacità di gestire le proprie emozioni e di orientare il proprio agire». Ha aggiunto Lorenzo Carpané docente della facoltà di letteratura contemporanea all’Università di Verona «la donna inoltre dovrebbe riprendersi il proprio linguaggio e non appropriarsi di quello maschile».
A chiudere la serata la foto di una ricamatrice con le mani sul telaio e le parole di Carla Lonzi (una delle fondatrici della rivolta femminile nel 1970): «La mia traccia è questa: tengo i fili di tutto quello che mi succede, come una donna che fa le trine e ha tanti piccoli rocchetti e ne accantona alcuni per prenderne altri e viceversa e ha sempre le mani in moto nella trama».
Alessandra Scolari


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