Verona si trasforma per le Paralimpiadi Invernali 2026
di Laura Pellegrini | 4 Marzo 2026Il 6 febbraio 2026, a Milano, si è acceso il grande braciere Olimpico, simbolo dell’apertura ufficiale dei Giochi di Milano Cortina 2026. Allo stadio di San Siro hanno sfilato le delegazioni e gli atleti e si sono esibiti grandi artisti internazionali – tra cui Mariah Carey, Laura Pausini e Andrea Bocelli – davanti a milioni di spettatori in tutto il mondo. Un inizio solenne, ma soprattutto una promessa: quella di un’Italia capace di accogliere, emozionare e guardare oltre l’evento, verso ciò che resterà alla fine dei Giochi. E il “gran finale” si è svolto proprio sotto i nostri occhi, in un’Arena di Verona bella come forse non è mai stata. Un abbraccio collettivo, un ultimo battito condiviso prima che la fiamma olimpica si spegnesse. Sotto il cielo della città scaligera, l’eleganza di Roberto Bolle ha trasformato la pietra millenaria in movimento puro, mentre la voce di Achille Lauro ha dato ritmo e identità a una serata capace di unire generazioni diverse. Tra musica, coreografie e giochi di luce, l’Arena si è fatta palcoscenico del mondo, celebrando non solo la fine dei Giochi, ma l’orgoglio di un Paese che ha saputo raccontarsi attraverso lo sport, l’arte e la bellezza.
Chiuso il sipario sulle Olimpiadi invernali, Verona si prepara ad accogliere le Paralimpiadi, un evento attesissimo dai cittadini e dagli atleti, pronti a portare in città passione, impegno e storie che vanno oltre il risultato sportivo. La città sceglie così di aprire il suo prezioso anfiteatro a un racconto fatto di resilienza e traiettorie inattese. Qui prenderà forma una nuova idea di movimento e possibilità: il 6 marzo 2026 si celebrerà, infatti, la cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici alla presenza delle più alte cariche dello Stato e di alcuni degli atleti più rappresentativi della scena paralimpica nazionale.

La cerimonia di apertura
“Life in Motion” è il titolo dell’evento che trasformerà l’Arena in un palcoscenico monumentale per celebrare coraggio, trasformazione e inclusione attraverso arte e musica. Il regista Alfredo Accatino immagina uno spettacolo in cui il corpo umano diventa l’architettura della scena in un inno alla vita come continuo cambiamento e ricerca di armonia tra persone e ambiente. Ad accompagnare i movimenti dei ballerini ci sarà una colonna sonora che unisce diversi generi musicali: Stewart Copeland fonderà il suo stile con i Meduza e Dardust. La cerimonia si chiuderà, invece, sulle note di Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno, cantata da migliaia di voci. Sarà una notte in cui Verona ricorderà al mondo che la disabilità non è un limite, ma una direzione di vita.
Nuove esigenze di accessibilità
Per accogliere l‘evento, la città ha avviato un percorso concreto di miglioramento dell’accessibilità, a partire dall’Arena, con un progetto da circa 19 milioni di euro tra risorse statali e investimenti legati ai Giochi. Gli interventi hanno riguardato percorsi esterni e spazi interni dell’anfiteatro: nuove passerelle e rampe, ascensori per raggiungere i livelli superiori, riorganizzazione dei posti a sedere, parapetti, corrimano e segnaletica tattilo-visiva. Per l’occasione sono stati realizzati anche percorsi urbani più sicuri con marciapiedi a quota zero, rampe per autobus, ciclabili potenziate e pavimentazioni più accessibili. Lavori che non servono solo ai Giochi, ma anche a cittadini e turisti di tutti i giorni.
Il valore umano
Al di là degli interventi strutturali, il cuore delle Paralimpiadi sono gli atleti. La delegazione italiana è composta da 42 atleti e 3 guide, impegnati in 6 discipline tra sci alpino, sci nordico, biathlon, snowboard, curling in carrozzina e para-ice hockey.
Tra i volti più attesi c’è quello di Giacomo Bertagnolli, uno dei più grandi sciatori paralimpici italiani, già medaglia d’oro nelle ultime edizioni dei Giochi e protagonista in Coppa del Mondo fin da giovanissimo. Non meno rappresentativa la presenza di Chiara Mazzel e René De Silvestro, portabandiera azzurri e simboli della crescita dello sport paralimpico. Nel para-ice hockey emergono nomi come Nikko Landeros e Stephan Kafmann, mentre snowboard e sci alpino vedono in gara Federico Pelizzari e Martina Vozza, pronti a sfidare neve e avversari per aggiudicarsi il titolo. Nelle Paralimpiadi il successo è individuale e condiviso e ci ricorda che la grandezza non si misura solo nel risultato di una gara, ma nella capacità di rendere una città aperta, inclusiva e accessibile. Verona diventa così un esempio concreto: una città che non solo ospita il mondo, ma lo fa sentire a casa.


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