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Olimpiadi invernali 2026: il sogno di Verona

di Laura Pellegrini | 4 Febbraio 2026

È un anno che entrerà nella storia. Per Verona e per tutto il suo territorio, il 2026 non è soltanto un calendario da sfogliare: è il tempo in cui il sogno olimpico si incrocia con le nostre strade e i nostri cuori. Il 22 febbraio 2026 Verona ospiterà la cerimonia di chiusura dei XXV Giochi Olimpici Invernali e, a pochi giorni di distanza, il 6 marzo 2026 si svolgerà la cerimonia di apertura dei XIV Giochi Paralimpici nella meravigliosa cornice dell’Arena, monumento straordinario e simbolo di identità collettiva. Per la prima volta una cerimonia olimpica si svolgerà in un sito Unesco, trasformando l’Anfiteatro scaligero in palcoscenico universale. Un’occasione unica e irripetibile per mostrare a tutto il mondo la sua bellezza e per respirare lo spirito olimpico.

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L’inizio del viaggio

I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali tornano in Italia: più di 3.500 atleti provenienti da 93 Paesi diversi si contenderanno 1146 medaglie (tra ori, argenti e bronzi) in 16 discipline olimpiche e 6 sport paralimpici sullo sfondo dei meravigliosi territori italiani per un’edizione unica e diffusa che si svilupperà lungo l’arco alpino tra Lombardia (Bormio, Livigno, Milano), Trentino Alto Adige (Anterselva, Predazzo, Tesero) e Veneto (Cortina d’Ampezzo, Verona), con la nostra città proprio al centro dei riflettori.

Le Olimpiadi Invernali non saranno solo una parentesi di luci e applausi: saranno un percorso che attraverserà la città e il suo territorio per mesi, con eventi culturali, performance urbane, incontri e momenti di condivisione che hanno già iniziato a coinvolgere cittadini e visitatori. La fiamma olimpica ha attraversato Verona come simbolo di passaggio, mentre spazi pubblici come Casa Verona stanno raccontando già da qualche mese l’identità di una comunità aperta e accogliente, tramite incontri, mostre e convegni dedicati allo sport. La cerimonia di chiusura si chiamerà “Beauty in Action”, un titolo che racchiude l’anima stessa dell’evento: bellezza, movimento e cultura che si intrecciano con tradizione e innovazione. La scenografia del palco areniano prenderà ispirazione da una goccia d’acqua, simbolo di un ciclo naturale in continuo movimento che unisce montagna, pianura, città, laguna, mare e cielo.

Il primo nome annunciato come protagonista del programma artistico è quello di Roberto Bolle, ballerino di fama internazionale che darà al pubblico un’esperienza spettacolare.

La cerimonia di apertura delle Paralimpiadi, invece, si chiamerà “Life in motion”, un inno alla vita, al movimento e alla trasformazione, capace di reinterpretare la disabilità attraverso l’arte e la relazione armoniosa tra persone e ambiente. Saranno presenti talenti quali Stewart Copeland, leggendario batterista dei Police, e i Meduza, ambasciatori della musica house nel mondo.

Una delle note più suggestive sarà il finale musicale animato dal celebre brano italiano Nel blu dipinto di blu (Volare), reinterpretato grazie all’iniziativa “Volare Milano Cortina 2026”, che invita il pubblico di tutto il mondo a contribuire con le proprie voci alla versione collettiva eseguita al termine della cerimonia.

L’impatto delle Olimpiadi per Verona

Quando le luci si spegneranno, resterà qualcosa di concreto: infrastrutture rinnovate, una città più accessibile, percorsi urbani ripensati e una mobilità più sostenibile. I percorsi intorno all’Arena sono stati rinnovati per garantire maggiore sicurezza e inclusione, con nuovi tracciati pedonali, soluzioni bike-friendly e spazi urbani più accoglienti. L’attenzione all’accessibilità, in particolare in vista delle Paralimpiadi, sta portando a miglioramenti strutturali che faciliteranno la mobilità di tutti, residenti e visitatori. Anche il trasporto pubblico e le connessioni urbane si inseriscono in una visione più sostenibile, pensata non solo per l’evento tanto atteso, ma per la vita quotidiana della città. Le Olimpiadi lasceranno quindi un segno visibile nel tessuto urbano, ma soprattutto un’eredità invisibile fatta di orgoglio, appartenenza e visione.

I protagonisti di ieri e di oggi

Le Olimpiadi non vivono soltanto nelle opere, nei cantieri o nei grandi eventi che trasformano la città. Vivono soprattutto nelle persone, nelle storie di chi, partendo da queste strade, ha imparato il valore della fatica, del sacrificio e del sogno. È attraverso gli atleti, i loro percorsi e le loro radici che il significato profondo dei Giochi prende forma.

Il territorio veronese ha saputo esprimere nel tempo storie sportive diverse, come quella di Sabina e Fulvio Valbusa, fratelli cresciuti a Verona e protagonisti dello sci di fondo italiano. Lei capace di attraversare quattro edizioni olimpiche con la costanza di chi conosce il valore della resistenza; e lui salito sul gradino più alto del podio a Torino 2006 in una staffetta che ancora oggi rappresenta uno dei momenti più emozionanti dello sport azzurro. Dalla neve alla pista, il viaggio olimpico continua con Elia Viviani, campione nel ciclismo su pista a Rio 2016, atleta elegante e determinato, capace di unire potenza e intelligenza tattica, portando il nome di Verona nel mondo. Ed è impossibile dimenticare Sara Simeoni, oro nel salto in alto a Mosca 1980: una leggenda vivente che rappresenta una delle pagine sportive italiane più belle di sempre.

Accanto a questi grandi nomi, emergono storie più recenti ma altrettanto significative: Anna Polinari, specialista dei 400 metri, cresciuta tra le colline veronesi e protagonista alle Olimpiadi di Tokyo, simbolo di una nuova generazione che guarda lontano senza dimenticare le proprie radici. Lucia Scardoni, fondista legata alla Lessinia, che ha portato la sua passione per la neve fino alle piste olimpiche di PyeongChang e Pechino. A completare questo racconto c’è anche la forza dello sport che abbatte ogni barriera, incarnata da Paola Fantato, una delle più grandi atlete paralimpiche italiane, capace di trasformare la fragilità in talento e di collezionare medaglie e partecipazioni che hanno segnato la storia dello sport mondiale.

In questi giorni storici, Verona e il suo territorio non saranno semplici spettatori, ma veri e propri protagonisti di una narrazione che unisce storia, passione e futuro. Perché ogni applauso, ogni bandiera sventolata, ogni medaglia vinta possa rimanere impressa nella memoria di tutti i veronesi.