Da Affi all’eccellenza mondiale: benemerenza civica a Massimo Sartori
di Redazione | 30 Dicembre 2025È nato e cresciuto ad Affi, ha studiato tra Verona, Padova, l’Irlanda e l’Australia, ha lavorato in centri di ricerca in Europa e negli Stati Uniti e oggi guida nei Paesi Bassi un laboratorio di robotica riabilitativa che studia come restituire movimento e autonomia a chi li ha persi a causa di traumi, malattie o ictus.
È la storia di Massimo Sartori, 43 anni, professore ordinario di robotica neuromuscolare alla University of Twente, nei Paesi Bassi, al quale il Comune di Affi ha conferito la benemerenza civica nel corso di una serata molto partecipata, alla presenza di tantissimi cittadini. Sartori era accompagnato dalla famiglia.
Nel suo intervento Sartori ha spiegato il cuore della sua attività scientifica: «Nei Paesi Bassi dirigo un laboratorio di ricerca incentrato sulla robotica riabilitativa. Fondamentalmente sviluppiamo interfacce neurali, che sono dei sistemi che possono connettere il nostro sistema nervoso con apparati robotici quali arti bionici o esoscheletri. Quello che ci occupiamo è quello di interpretare segnali neurali e capire qual è il movimento che la persona vuole compiere e poi rendere questo movimento interpretabile dal robot in modo tale che il robot possa assistere il paziente nel compimento dell’esercizio motorio».
Cresciuto tra Affi e Cavaion, diplomato al Marconi di Verona, laureatosi in Ingegneria Informatica all’Università di Padova con un periodo Erasmus in Irlanda e un dottorato di ricerca svolto anche in Australia, Sartori ha lavorato in Germania e negli Stati Uniti collaborando con università e centri clinici di rilevanza internazionale. Dal 2025 è Professore Ordinario alla University of Twente, nei Paesi Bassi, dove coordina un team composto da dottorandi, postdoc e giovani ricercatori impegnati in progetti europei finanziati con oltre tre milioni e mezzo di euro.
Nel racconto della sua scelta professionale Sartori ha sottolineato il valore umano che accompagna la sua ricerca: «Diciamo che quando mi laureai all’Università di Padova io non avevo esattamente intenzione o un’idea chiara di quello che avrei voluto fare nella vita. L’unica cosa che veramente volevo è utilizzare le mie conoscenze per fare qualcosa di utile, qualcosa che potesse veramente aiutare le persone. Per me il fatto di poter muovermi, di poter correre è sempre stata una cosa importantissima. All’epoca c’era una tesi di laurea con delle tematiche attinenti. Iniziai con quella tesi di laurea, poi quella fu l’inizio di una passione enorme che mi portò a fare robotica riabilitativa. Noi stiamo lavorando moltissimo su tecnologie per pazienti che hanno subito degli ictus».
“Con questa benemerenza – dichiara il sindaco di Affi Marco Sega – vogliamo dire grazie a Massimo Sartori non solo per i suoi risultati scientifici, ma per il messaggio che porta con sé: la competenza e la passione possono trasformarsi in bene per le persone e in orgoglio per una comunità. La sua storia dimostra che si può partire da un piccolo paese, studiare, lavorare in tutto il mondo e rimanere legati alle proprie radici. Per i nostri ragazzi è un esempio di fiducia nel futuro”.
A chiusura del suo intervento, Sartori ha condiviso il sogno che guida la sua attività di ricerca: «Il mio sogno è quello di creare un’interfaccia neurale che possa veramente aiutare persone affette da ictus a camminare. L’ictus è una lesione cerebrale complicatissima e il mio sogno è quello di creare un’interfaccia che possa aiutare queste persone a muoversi e ritornare a camminare nel mondo reale».
La serata si è svolta nella Sala Consiliare del Comune, gremita di cittadini e segnata da un clima di forte partecipazione e vicinanza. La benemerenza conferita a Massimo Sartori è insieme un segno di riconoscenza e un abbraccio simbolico della sua comunità. Si è tenuta poi una cena informale nella Sede degli Alpini.


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