Occhio, che arriva “Santa Lussia”!
di Il Barbero scaligero | 12 Dicembre 2025A Verona c’è un periodo dell’anno in cui l’atmosfera cambia prima ancora del Natale: è la notte tra il 12 e il 13 dicembre, quando Santa Lucia attraversa la città con l’asinello e il fedele Castaldo per portare doni e dolci ai bambini. Una tradizione che a Verona non è solo un retaggio dell’infanzia, ma un piccolo rito collettivo.
L’origine veronese della festa affonda nel 1200, quando un’epidemia che colpiva gli occhi si diffuse tra i bambini. I genitori fecero voto a Santa Lucia, santa siciliana protettrice della vista, promettendo una processione in suo onore fino alla chiesa di Santa Agnese. Per convincere i piccoli a uscire nel gelo di dicembre, gli adulti promisero dolci e giocattoli. Accettate le condizioni, l’epidemia terminò. E così nacque l’usanza che ancora oggi rende magica questa notte, accompagnata da un’altra tradizione: quella di lasciare un piatto con del cibo per la Santa e un po’ di fieno per l’asinello.
A Verona, va da sé, la sera del 12 dicembre non si dorme facilmente: i bambini devono fingersi addormentati per non “spaventare” Santa Lucia, che – si racconta – acciechi con la cenere i piccoli che trova svegli. Intanto in città risuonano le campanelle dei mercatini in Piazza Bra, aperti per giorni e giorni.
E poi c’è l’attesa della mattina: dolci, mandarini che compaiono misteriosamente, qualche regalo, e quella strana emozione che persino gli adulti ricordano bene.
La lettera del Vescovo di Verona per i bambini
Carissimi bambini,
è la festa di Santa Lucia, la santa che porta la luce nei nostri cuori! Immaginate una piccola lampadina che si accende piano piano in una stanza buia: così è la luce di Santa Lucia, una luce gentile che rende ogni momento un po’ più bello.
C’è una luce grande che ha rischiarato e riscaldato tutta la vita di Santa Lucia. Sapete quale? Quella di Gesù che dice di sé: “Io sono la luce del mondo, chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”. È questa luce che ha guidato il suo cuore e che ancora oggi illumina il nostro cammino.
In questi giorni potreste ricevere tanti doni: giocattoli, dolcetti, libri o piccole sorprese. Sono belli, vero? Ogni regalo è come una piccola scintilla di gioia. Ma sapete qual è il dono più grande che potete fare? È la gioia che nasce dentro di voi e che decidete di condividere con gli altri. Un sorriso, un abbraccio, una mano tesa a chi ha bisogno: sono regali che non si possono mettere in una scatola, ma fanno brillare il cuore di chi li riceve e anche il vostro!
Santa Lucia ci insegna che non serve essere grandi per illuminare il cammino degli altri: basta il cuore aperto, pronto a condividere, e le mani pronte a donare. Tutti i doni del mondo, per quanto belli, non valgono quanto la gioia che decidiamo di regalare agli altri.
Vi invito, in questa festa, a cercare le luci piccole intorno a voi: la luce dei vostri occhi quando ridete, la luce delle vostre mani quando aiutano, e la luce dei vostri cuori quando amano. Tutte insieme fanno una grande luce, capace di scacciare la paura e la noia.
Vi auguro di vivere la gioia più vera, quella che cresce quando ci vogliamo bene e ci prendiamo cura gli uni degli altri.
Con tanto affetto,
Domenico


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