Tra guerre, malattia e accoglienza: ecco le vincitrici del 31° Premio Natale UCSI
di Redazione | 2 Dicembre 2025L’infanzia negata dalle guerre, il sostegno nella malattia, la didattica dell’inclusione, l’accoglienza senza barriere, l’imprenditoria virtuosa, la forza di un riscatto personale, un rifugio contro la violenza, la comunicazione contro l’emarginazione: questi i temi protagonisti dei premi e delle menzioni 2025 del Premio Giornalistico Natale UCSI. Un giornalismo coraggioso, che racconta aspetti difficili e dolorosi della società, ma anche le persone e le azioni per affrontarli e superarli.
Anche questa 31^ edizione ha raccolto un numero significativo di candidature, ben 146 da quotidiani nazionali, periodici, digitali, settimanali, testate locali, emittenti tv e radio. Cade l’occhio sul fatto che i riconoscimenti sono tutti al femminile, menzioni comprese, ma le selezioni della giuria – presieduta da quest’anno da Stefano Filippi, past president della sezione veronese UCSI, ora coordinata dal successore, Lucio Fasoli – sono legate ai temi propri del premio e alla professionalità ed umanità con cui sono stati narrati.
LE STORIE
Sarajevo e “la guerra con gli occhi dei bambini” nell’unico museo al mondo dedicato all’infanzia nei conflitti: disegni, pupazzi, diari e vestiti, che uniscono con filo di sangue anche i conflitti recenti in Ucraina e Gaza.
La dedizione di una maestra elementare che insegna italiano alla mamma straniera di un proprio alunno: iniziativa che poi si allarga a 40 donne straniere, mamme e non.
Storie di riscatto anche per il servizio radio, che ha premiato la sartoria solidale avviata da ‘Terra e Missione’ a Ladispoli (Roma), per aiutare le donne in difficoltà a “ricucire” la propria vita attraverso un percorso di formazione professionale e l’offerta di uno spazio di ascolto e condivisione. Da Roma, il gemellaggio con il Camerun e la realizzazione di una scuola di sartoria nel villaggio di Ngaoundal, per formare altre 20 giovani e insegnare loro il mestiere di sarta.
Il riscatto di Pauline, fuggita dall’Africa su un barcone, oggi in prima fila con il suo “catering sostenibile di Karibu Open”, una seconda casa per chi ha attraversato il mare.
La storia di suor Giulia Leone della congregazione di San Paolo della Croce: dalla passione per le moto e l’elettronica all’incontro con la vocazione e la creazione della casa protetta per donne vittime di violenza, rifugio anche per i loro bambini.
Due le menzioni speciali che raccontano testimonianze appassionate di chi sa andare oltre le proprie fragilità: l’amore per la vita di chi ha combattuto la leucemia e che si fa portavoce di un accorato invito a donare una parte di sé. Quindi la disabilità che diventa impegno attivo per l’inclusione sociale e per l’abbattimento delle barriere architettoniche e culturali.
A chiudere, il riconoscimento Giornalisti e società, che ci porta nella Haiti lacerata e tra un’infanzia emarginata, che cerca aiuto ed attenzione.
Ecco le vincitrici e le colleghe con menzione, accanto alla motivazione con cui la giuria ha sottolineato la scelta:
Stampa (Fondazione Cattolica)
Michela Iaccarino (Famiglia Cristiana)
La guerra con gli occhi dei bambini
Viaggio a Sarajevo nell’unico museo al mondo dedicato all’infanzia nei conflitti. Un reportage in cui oggetti familiari, purtroppo sempre più numerosi, diventano coraggiosa denuncia di un orrore intollerabile.
Menzione
Anna Laura Folena (Giornale AIL VERONA)
Guarire per amare
La leucemia si combatte anche con un’appassionata testimonianza di amore per la vita e un accorato invito a donare una parte di sé.
Tv (Fondazione Cattolica)
Laura Meda (èTvMarche)
La scuoletta delle mamme: “non solo Italiano, qui si impara molto di più”
Con immagini ricche di vitalità, racconta la storia di una maestra che insegna italiano anche alle madri dei suoi alunni. Solidarietà e inclusione coinvolgono decine di persone.
Menzione
Silvia Piasentini (Telepace Trento)
HandiCREA, la cooperativa che disegna città senza ostacoli
Dall’inesauribile forza di una persona gravemente disabile nasce un’iniziativa per abbattere ogni forma di barriera che ostacola l’accoglienza.
Radio (Fondazione Cattolica)
Rita Pedditzi (inviata speciale Rai Radio1)
La speranza corre sul filo
La sartoria missionaria “Fili di speranza” di Ladispoli è l’esempio di un progetto di imprenditorialità femminile che aiuta a ricucire tante vite lacerate e produce doni creativi e utili.
Targa Athesis (Gruppo editoriale Athesis)
Caterina Aurora Malanetto (Lastampa.it – Stage Scuola di giornalismo di Perugia)
Pauline, fuggita per amore dal cuore dell’Africa: “La mia rinascita in una cucina di Barriera”
Racconto partecipe e sincero di un riscatto personale e sociale, che getta speranza in un quartiere torinese attraversato da mille contraddizioni.
Genio della donna (Fondazione Banca Popolare di Verona)
Agnese Pellegrini (Credere)
In velo e il casco, la mia libertà
Senza perdere la passione per le moto, suor Giulia Leone guida una casa dove le donne violate possono trovare rifugio, fiducia e speranza nel futuro.
Giornalisti e società (Ufficio Comunicazione Sociali Conferenza Episcopale del Triveneto)
Lucia Capuzzi (Avvenire)
L’orfanotrofio-profugo si ricrea nel mezzo della guerra di Haiti
Con coraggio, insistenza e rischio personale si reca negli angoli più dimenticati del mondo per fare conoscere e rendere giustizia a chi viene emarginato dalla comunicazione di massa.


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