Don Mazzi a Peschiera per festeggiare il 35° Capitolo di Exodus
di Redazione | 4 Ottobre 2025Fino al 6 ottobre, presso il Camping Bella Italia di Peschiera del Garda si svolge il 35° Capitolo Exodus di don Antonio Mazzi, il raduno nazionale che con questo evento conclude l’anno di appuntamenti organizzati in tutta Italia per celebrare e testimoniare i suoi 40 anni di attività di Exodus.
In questa edizione ci sarà un evento nell’evento: il Capitolo 2025 sarà la tappa finale del cammino della Carovana40, il Progetto educativo itinerante di Exodus, che ha visto 20 ragazzi viaggiare in bicicletta, a piedi e in barca per oltre 5000 chilometri per 5 mesi, da fine maggio scorso, con la partenza simbolica dal Madagascar per proseguire poi per tutta Italia, toccando tutte le realtà di Exodus e partecipando a tanti momenti significativi, come l’incontro con Papa Leone in Vaticano in occasione della Giornata Mondiale Lotta alla droga e la consegna a Ventotene di una lettera-appello per il Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e la Vicepresidente, Pina Picierno in occasione della prima Conferenza Europea su libertà e democrazia.
Ragazzi, educatori, collaboratori, volontari, sostenitori e amici: saranno loro a dare vita al 35° Capitolo di Exodus sul tema “C’è un tempo per nascere e un tempo per rinascere“, per una quattro giorni di verifica, di festa, di condivisione, di riprogrammazione. Presenti anche alcuni protagonisti della prime Carovane Exodus, partite dal Parco Lambro tra fine anni ’80 e primi anni ‘90.
Il Capitolo si svolge con il patrocinio del Comune di Peschiera del Garda e si è aperto ufficialmente giovedì 3 ottobre alle ore 11.30 con la conferenza stampa di presentazione, all’interno della tendostruttura allestita per l’occasione. Accanto a don Antonio Mazzi, sono intervenuti Federico Delaini, Amministratore Delegato Camping Bella Italia, il Sindaco del Comune di Peschiera del Garda, Maria Orietta Gaiulli, i protagonisti della Carovana40, Massimo Zuccotti, Responsabile Eventi Esterni Gardaland, insieme ad ospiti del mondo delle istituzioni, associazioni, imprenditori locali, e Amici di Exodus.
«Oggi di educazione parlano tanti specialisti, ma per noi le cose più importanti dell’educazione le hanno inventate 3 fondatori – ha detto Don Antonio Mazzi, Fondatore e Presidente di Exodus –: don Bosco, che ha creato gli oratori, quindi il giocare insieme, lo stare insieme che aiuta a crescere; Baden Powell che ha creato lo scoutismo e quindi ha dato importanza al ruolo educativo della natura, che purtroppo oggi l’abbiamo dimenticata tutti, la bellezza di prendere lo zaino e fare camminate, nottate e canti alla luna durante la notte; il terzo modestamente sono io che quarant’anni fa sono partito con la prima carovana e invece di creare comunità chiuse siamo andati in giro per strada con i ragazzi e siamo riusciti in questo modo a salvarne molti».
Video e messaggi di affetto sono arrivati anche da Renato Zero e Roby Facchinetti, da Giusi Legrenzi ed Enrico Galletti, speaker di RTL, tutti storici amici di don Mazzi e Exodus.
Simpatica la sorpresa della presenza di Prezzemolo (mascotte di Gardaland) e di Bel, mascotte del Camping Bella Italia.
«Il Capitolo è il nostro evento più significativo. – afferma don Mazzi – il cuore del progetto, in cui i ragazzi sono i veri protagonisti. Nel Capitolo confluiscono la fatica di un anno di strada, le aspettative maturate, i desideri. Offre, nel modo più semplice, l’identità dell’intera avventura di Exodus. E quest’anno lo sarà in modo particolare, perché non sarà solo l’occasione per festeggiare e celebrare un anniversario cosi importante, ma anche per tracciare le linee per il futuro».
Tra gli ospiti di questa edizione – lunedì 6 ottobre alle ore 10.00 – lo psichiatra Vittorino Andreoli, Amico storico di Exodus che dialogherà con don Antonio Mazzi sui temi dell’educazione, della famiglia, dei govani e l’adolescenza. Modererà l’incontro un’altra Amica di Exodus, la giornalista e Direttore Responsabile delle news di RTL 102.5, Ivana Faccioli.
La Carovana40 di Exodus: un cammino di rinascita, in cammino per sperare
Il viaggio della Carovana40 è cominciato a fine maggio in Madagascar ed è proseguito toccando 12 regioni d’Italia, dalla Lombardia alla Sicilia percorrendo oltre 5.000 km portando la loro testimonianza concreta di Exodus. Non è solo una celebrazione ma piuttosto una messa a fuoco del dramma e delle speranze contenute nella fondamentale dimensione esistenziale dell’ESODO di cui ha tanto bisogno tutto il mondo nelle sue varie espressioni, dalla dimensione della giustizia, alla comunicazione, alla cultura, alla politica.
«La carovana è una comunità che cammina, – spiega Marco Pagliuca, Educatore Responsabile Carovana40. Ogni incontro ad ogni tappa ci ha restituito, con naturalezza e forza, il senso più profondo del nostro personale esodo: camminare insieme per ritrovarsi, per riscoprirsi umani. Ad ogni tappa abbiamo raccontato il nostro viaggio: non solo geografico, ma esistenziale. Un percorso fatto di errori, scelte, inciampi, ripartenze. È molto più di un passaggio. È un tratto di cammino che ci rimane addosso. E ogni incontro ci ricorda una verità semplice e rivoluzionaria: non si cambia da soli».
La Carovana è percorso fisico; è viaggio di trasformazione sociale; è una nuova possibilità di progettare insieme un nuovo futuro. La Carovana continua ad essere una “provocante” avventura e un progetto educativo, il nostro progetto educativo più forte e più folle. E’ una provocazione per chi incontriamo. un invito a cercare strade diverse anche se difficilmente percorribili. Questi ragazzi sono la testimonianza che anche dai percorsi perduti si può rinascere. Intanto, però, il mondo di fuori ci parla di guerra, distruzione, disperazione. Le istituzioni dovrebbero prendere esempio da questi ragazzi e dalla Carovana.
40 sono gli anni della avventura di Exodus, dalla prima avventura, partita dal Parco Lambro di Milano il 25 marzo 1985, fino a tutta la articolazione di case e di progetti di oggi. Una comunità̀ che viaggia, che accoglie persone cariche di sofferenze, che si presenta semplice e con in mano i semplici strumenti dell’educazione, che continua a provocare le istituzioni affinché́ mettano in atto politiche serie in favore dei ragazzi che crescono e specialmente per i più̀ fragili.


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