Recensioni oneste: “Roberto Bolle che balla, che bello!”
di Alice Martini | 24 Luglio 2025La pioggia scrosciante di ieri sera non ha spento l’entusiasmo: doveva essere la festa dei 25 anni dal primo fortunato format di Roberto Bolle and Friends e così è stato, replicando il successo della sera prima. Con qualche minuto di ritardo l’attesa del pubblico è stata premiata con una vera celebrazione della danza, che ha colorato e incantato l’Arena con un Roberto Bolle (ma non solo) che, per riprendere la citazione di Virginia Raffaele nel titolo, è sempre un bello spettacolo.
Il segreto di questo successo? Combinare sapientemente e in modo originale il classico e il moderno, il pop e il contemporaneo, arricchito anche da un accattivante gioco di luci e di specchi, che giocano su un consapevole viaggio nello scorrere del tempo. Senza contare per questa edizione la partecipazione straordinaria del pianista Marcos Madrigal e dell’amato cantautore Antonio Diodato.
Tra giovanissimi e grandi nomi collaudati sul palcoscenico, i “friends” sono tra i primi ballerini sulla scena internazionale (in un vero viaggio intorno al mondo) provenienti da Milano, Monaco, Londra, Budapest, Amsterdam e Amburgo.
Un tocco romantico non poteva mancare e qui non possono non spiccare l’étoile della Scala Nicoletta Manni e il primo ballerino Timofej Andrijashenko, coppia anche nella vita – perché proprio sul palcoscenico areniano ci fu la proposta qualche anno fa. La leggenda diventa storia da raccontare, diventa perfetto il loro Romeo e Giulietta, di Sergej Prokofiev e con coreografia di Kenneth MacMillan, che si arricchisce anche di una spettacolare angolazione sull’arcovolo centrale (solitamente coperto dalle scenografie delle opere) sulla cima del quale la Manni è come una “Giulietta” al balcone.
Al centro della scena Roberto Bolle, incanta il pubblico con la sua instancabile prestanza fisica e bravura (sono 50 le candeline ma non si vede) e sono superlativi i suoi dialoghi in danza con la prima ballerina del Royal Ballet di Londra Melissa Hamilton in Borderlands e con il giovanissimo Toon Lobach in Moonlight, che sembrano richiamare alla forza e delicatezza degli elementi naturali. In particolare all’acqua, anche negli splendidi abiti blumarini di Nicoletta Manni in Grand Pas Classique (Daniel-Francois Auber) in coppia con Andrijashenko e della Principal dancer dell’Hungarian National Ballet Tatiana Melnik in dialogo con l’acclamatissimo Primo Ballerino del Dutch National Ballet, Giorgi Potskhishvili, in Il corsaro.
Ed infine anche il rapporto con le trasformazioni del corpo e la consapevolezza di sé. Sempre Bolle dialoga con l’esperto collega primo ballerino del balletto di Amburgo Oleksandr Rjabko in Opus 100 – Fur Maurice, ma è in Memories che, pur da solo, la scenografia lascia la sua impronta con il posizionamento di cinque specchi che mostrano ogni più piccolo movimento corporale e l’immenso studio frutto di sacrificio e soddisfazione che sono una carriera come la loro può offrire.
E torniamo al compleanno dell’evento, in coproduzione con ArteDanza SRL (perché c’è anche il regalo finale). È la voce di Diodato in Fino a farci scomparire e Fai Rumore, ad accompagnare prima la performance di Manni e Bolle, e poi anche di Hamilton e Andrijashenko, in una scena corale che è vero omaggio alla bellezza dell’arte, della musica e del canto. In una parola quello che è già il tempio de l’Arena.


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