Dialetto veneto e social: il binomio che “spacca” l’internet
di Redazione | 10 Luglio 2025Capita sempre più spesso di aprire TikTok e, invece del solito “ciao raga”, sentirsi arrivare in faccia un fragoroso «Xe un MONA!». Se ne siete stati vittime, non è l’algoritmo impazzito: è semplicemente il micro-cosmo (non più tanto “micro”) degli influencer veneti, un universo dove il dialetto dei nonni diventa la costante di sketch da milioni di views o, semplicemente, un modo per parlare con la propria community.
Antesignano di ogni content creator veneto che basa la comunicazione sul dialetto e sui modi di dire regionali, è Nicola Canal (aka Canal), influencer trevigiano che ha basato i suoi contenuti, prima su YouTube e ora sugli altri social del momento, sull’essere veneto DOC. Parole d’ordine? Ironia, stereotipi, vita quotidiana e politicamente scorretto . Oggi la sua pagina Facebook, dove figura come “influencer mona importante vendemmiattore“, conta circa 400mila follower, senza parlare di Instagram e TikTok.
Nel frattempo, però, è arrivata la generazione della “porta accanto”. Benedetta Polato, padovana con la parlantina capace di trasformare proverbi oscuri in veri tormentoni; solo su Instagram macina reel da centomila views come se nulla fosse e anche su TikTok ha ingranato la marcia giusta. Accanto a lei spuntano Massimo Barco, che impersona il “tipico papà veneto”, Carlotta Berti che scherza sull’accento e sui modi di dire veneziani, Alice Guerra, che ha iniziato “venetizzando” alcune serie tv, e Francesco Baruto, che impersona l’arzilla nonna veneta Marisa.
Perché funziona tutto ciò? Il dialetto è un detonatore di nostalgia, ma è anche un glitch linguistico che l’algoritmo adora: in un feed saturo di italiano standard, un termine in dialetto (veneto oppure no) suona abbastanza strano da trattenerti quei tre secondi in più, il tempo sufficiente a far decollare l’engagement. Così la parlata che una volta restava relegata all’ambiente più famigliare, oggi diventa linguaggio pop con sottotitoli incorporati.
Il risultato è che il veneto – dialetto riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio linguistico-culturale – passa dal banco dell’osteria ai feed della Gen Z, diventando badge identitario e calamita per i brand. Nel frattempo gli stessi influencer, consapevoli del rischio caricatura, alternano la gag sulle zanzare in laguna a video didattici dove spiegano etimologie e suoni gutturali, così da non ridurre la lingua a puro folklore.


In Evidenza
Animali: quattro falsi miti a cui smettere di credere

Una nuova voce per l’organo della Basilica di Madonna di Campagna

Endometriosi, anche Verona tra le 40 piazze “della consapevolezza”

Rental Family, viaggio delicato nel Giappone delle “emozioni in affitto”

Raccolti già 6mila euro per le terapie del piccolo Alberto

Da Verona al contest di robotica LEGO® di Cremona&Bricks

Festa delle donne: Fondazione Just Italia finanzia “Mai sole al mondo”

Verona si trasforma per le Paralimpiadi Invernali 2026

Stanchezza cronica: possibili cause e fattori di rischio



