Viva Phil Collins

di Fabio Fabbrizi | 31 Maggio 2025

Negli anni ‘80, senza YouTube e Spotify, la “grandezza” di un artista si misurava in numero di dischi venduti e non in “visualizzazioni”. Per comprare un disco ci volevano 14mila lire… almeno un mese di paghetta! Difficile districarsi tra decine di classifiche stilate e aggiornate nel corso degli anni ma, se c’è qualcuno che di dischi ne ha venduti veramente tanti (e ha avuto più singoli in classifica) è sicuramente Phil Collins.

Partiamo dal 1981. Esce “In the air tonight”, brano che raggiunge il numero 1 delle classifiche mondiali tranne nella sua Inghilterra, occupato saldamente dal compianto John Lennon assassinato solo un mese prima a New York.

Settimanale Ciao 2001 che presentava l’uscita dell’album

La richiesta di divorzio da parte di sua moglie viene raccontata velatamente e interiorizzata in modo irrealmente sereno fino allo sfogo di rabbia con l’epico attacco di batteria dopo tre minuti e mezzo di canzone. Collins, già cantante e batterista con i Genesis e i Brand X, scopre casualmente, durante le registrazioni del nuovo album di Peter Gabriel, quello che verrà chiamato gated reverb: la batteria non suona più come una scatola di cartone ma assume un sound potente e diventa protagonista dei brani anni ‘80.

foto promozionale di No Jacket Required autografata

In quel decennio, pubblica 4 album solisti, 5 con i Genesis, vince 6 Grammy Awards e un Golden Globe, riceve due nomination agli Oscar (ma lo vincerà nel 1999 con la colonna sonora di “Tarzan” della Disney), al Live Aid canta con Sting a Londra, poi prende un Concorde e si reca a Philadelphia per suonare con Eric Clapton e i Led Zeppelin. Recita anche in un episodio della popolare serie TV Miami Vice e arriva sul grande schermo nel film “Buster”, produce i dischi di Frida (Abba), Robert Plant (Led Zeppelin) ed Eric Clapton, suona con McCartney, Philip Bailey (Earth Wind & Fire) e una lista infinita di altri. Tutti lo vogliono. Tutti vogliono la sua impronta ritmica nel proprio disco.

E mentre ci si divide tra fan dei Duran e Spandau, io divoro l’album “No Jacket Required”.

Il 26 marzo 2022, l’ultimo concerto e l’addio alle scene, per gravi problemi di salute.