Veronesi Protagonisti 2025: Agostino Rizzardi
di Redazione | 24 Gennaio 2025Commissionato nel 1783 dal conte Antonio Rizzardi all’architetto Luigi Trezza, il Giardino di Pojega, a Negrar di Valpolicella, rappresenta l’ultima meraviglia del giardino all’italiana. «La sua costruzione avvenne al centro delle tenute di famiglia, che già all’epoca erano ampiamente dedicate alla coltivazione di vigneti; la mia famiglia, infatti, si occupa di vino da generazioni, attraverso l’Azienda Agricola Guerrieri Rizzardi e al giardino stesso è dedicato il nostro Valpolicella Ripasso Classico Superiore, sintesi del territorio e della sua cultura» racconta Agostino Rizzardi, proprietario del Giardino di Pojega.
Esteso su un’area di 54.000 mq, caratterizzata da pendii e pianure che conferiscono al paesaggio una varietà straordinaria, il giardino nasce come spazio privato, destinato all’uso della famiglia e degli amici più intimi. Tuttavia, nel corso dei secoli, l’utilizzo e la gestione della proprietà sono cambiati, così come l’economia circostante. «Circa vent’anni fa abbiamo deciso di aprirlo al grande pubblico e, tre anni fa, grazie alla vittoria di un bando del PNRR, abbiamo avuto l’opportunità di restituirgli l’antico splendore. Oggi, grazie ai restauri effettuati su tutte le strutture – sia quelle in pietra, sia quelle vegetali – il giardino è davvero fruibile in ogni suo angolo e lungo i suoi percorsi. Probabilmente è anche più bello rispetto ai primi anni dopo la sua creazione: sebbene le architetture fossero nuove, la vegetazione necessitava ancora di tempo per crescere» prosegue Rizzardi.
Quattro sono i percorsi principali che si snodano attraverso il giardino: la Via del Giorno del Viale dei Carpini, la Via della Notte del Sentiero del Boschetto, la Via della Conoscenza del Viale dei Cipressi (che collega il giardino formale al teatro) e la Via della Virtù del Viale del Belvedere. I templi e il famoso Teatro di Verzura di ispirazione greca, le gallerie e i percorsi labirintici plasmati da carpini, bosso, cipressi e la natura lussureggiante del boschetto si intrecciano in un gioco di prospettive che fa di Pojega un giardino spettacolare. In questo, il visitatore è concepito come una decorazione vivente, un elemento dinamico che attraversa le “stanze” verdi. Ogni suo passo dialoga con lo spazio, trasformandolo e completandolo, come un ornamento in movimento che interagisce con la natura circostante, rendendo il giardino un’opera sempre mutevole e viva.
«Abbiamo molti progetti in cantiere, e questo primo passo – il restauro del giardino – segna l’inizio di un percorso di valorizzazione. Su questa base costruiremo nuove attività, che permetteranno ai visitatori di riscoprire e vivere appieno il giardino. È un luogo che porta con sé sia vantaggi che sfide. Il vantaggio principale è il suo essere ancora poco conosciuto: per molti, rappresenta una novità. D’altra parte, proprio questa notorietà limitata richiede uno sforzo maggiore per renderlo noto al pubblico. Gestire il Giardino di Poga è una grande responsabilità, ma mi dà anche molta soddisfazione. È gratificante vedere tante persone, dai professionisti coinvolti nel progetto, agli artigiani e giardinieri, impegnarsi per restituire al territorio un bene di tale bellezza, rendendolo ancor più affascinante rispetto a com’era in origine» conclude Rizzardi.
Le tavole originali in Biblioteca Civica
Le quattro tavole originali del progetto, oggi conservate nella Biblioteca Civica di Verona, ci offrono uno sguardo privilegiato sui disegni originali del giardino: il Belvedere, il Tempietto, il teatro di Verzura e il laghetto. Sulla sommità dello stradone di cipressi vi è il Belvedere; segue, poi il Tempio nel bosco, e infine il Teatro di Verzura e il Laghetto collegano le due estremità del viale centrale. Mentre il viale di Carpini costituisce il percorso inferiore. Durante la ristrutturazione della Villa, si è aperto un collegamento, costituito dal ponticello che porta al Giardino privato della famiglia, ovvero il Giardino segreto, che non è nell’impianto originale, ma è di fine ‘800. Questa parte con giardinetto all’italiana, aiuole e parterre, è contraddistinta da un Ninfeo.
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