ArtVerona | Art Project Fair: torna a Verona la fiera d’arte
di Redazione | 2 Ottobre 2015Torna, dal 16 al 19 ottobre, la fiera d'arte che ha fatto del dialogo tra moderno e contemporaneo il suo tratto tratto distintivo. Un format che ovviamente è di successo, se si guarda al trend positivo della sua più recente storia, con un incremento del 20% dei collezionisti ospitati dal VIP programme. Nuovi significativi ingressi e importanti conferme compongono…
Torna, dal 16 al 19 ottobre, la fiera d’arte che ha fatto del dialogo tra moderno e contemporaneo il suo tratto tratto distintivo. Un format che ovviamente è di successo, se si guarda al trend positivo della sua più recente storia, con un incremento del 20% dei collezionisti ospitati dal VIP programme.
Nuovi significativi ingressi e importanti conferme compongono la rosa dei 115 espositori con autori di richiamo per il collezionismo più attento, che troverà in Raw Zone, l’area vocata alla sperimentazione, 12 progetti monografici espressamente realizzati e un’attenzione verso realtà italiane dinamiche anche al di fuori dei confini nazionali.
Ad affiancare le gallerie, 16 realtà indipendenti tra collettivi e associazioni no profit, che hanno risposto con le loro progettualità alla chiamata di Cristiano Seganfreddo, curatore della sezione i6 – spazi indipendenti italiani, sul tema della Qualità. Un’operazione di cross fertilization tra mondo del mercato, più istituzionale, e spazi indipendenti, vere fucine creative, spesso catalizzatrici di nuove tendenze, che grazie a una felice intuizione in sei anni ha monitorato oltre 300 realtà da tutta Italia, facendo in tal senso da apripista.
Sperimentale anche l’idea che sta alla base di KING KONG, il format che vedrà 16 opere di grande formato accogliere i visitatori nei padiglioni, con l’intento di superare la concezione tradizionale di opera d’arte e trasformare il pubblico in parte attiva. La volontà è quella di turbare la passività percettiva dei luoghi, l’inerzia del loro utilizzo, per modificare la percezione dello spettatore, stupendolo attraverso lavori dalle dimensioni importanti e dall’appeal museale, che possiedono pertanto per la loro fisicità e dialettica anche una valenza fruitiva estroversa.
Forza e monumentalità si ritrovano anche in FOCUS XX, l’indagine volta a promuovere una modernità italiana ancora non pienamente valorizzata e tesa alla rilettura dei Maestri dell’arte del dopoguerra, che, dopo Enrico Castellani, si rivolge ora con Fausto Melotti: FABER alla produzione fabbrile e al contempo preziosa dell’artista roveretano, grazie alla virtuosa collaborazione con il Mart di Rovereto. Non una selezione di opere ma un unico imponente lavoro sintetizza il carattere di originalità di linguaggio, la sua attualità, alla luce di un’inesausta riscoperta del valore della materia, indagata in tutte le sue variazioni: si tratta de I testimoni velati, una scultura dal valore installativo realizzata da Fausto Melotti nel 1977, proveniente dalla Collezione Talamoni.
Infine, sempre in una prospettiva di aperto confronto tra Maestri e contemporaneità, si pone ARTES, il progetto che accende l’attenzione sulle diverse discipline artistiche e che, dopo la pittura, quest’anno apre con Some Velvet Drawings a cura di Eva Comuzzi un percorso sul disegno contemporaneo, che farà dialogare i lavori di 50 artisti, selezionati tramite un’open call, con le opere di Vito Acconci, Vincenzo Agnetti, Stefano Arienti, Alighiero Boetti, Giuseppe Capogrossi, Giuseppe Chiari, Francesco Clemente, Giorgio Griffa, Giulio Paolini, Pino Pascali, Mario Schifano e Mark Tobey.


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