Dove vai se la barba non ce l’hai?
di Redazione | 16 Maggio 2017Rasoio e lametta sono le sue bacchette magiche. Romesh Ethige Silva, ogni giorno, si tuffa nel passato solo per rimodellare, nel vero senso della parola, il presente. Il suo barber shop veronese è ormai meta indiscussa per gli amanti di baffi e pizzetti.
di Giorgia Castagna
Quella del barbiere è una delle più antiche professioni di cui si abbia memoria scritta. Un mestiere che nei secoli passati sembra comprendesse anche piccoli interventi chirurgici, come l’estrazione di un dente o, persino, la pratica del salasso. Il più famoso barbiere della storia, (forse, in realtà neppure esistito) fu proprio quel Figaro, protagonista de Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, e delle Nozze di Figaro di Mozart. Tale è stato il successo di queste opere che il termine figaro è divenuto un modo scherzoso e bonariamente ironico per indicare questa professione tornata alla ribalta. Definita come l’attività del momento e, visto il boom del settore, anche del futuro. Ed è proprio dagli esperti della barberia italiana che arrivano dati e riscontri positivi che riaccendendo i riflettori su una professione che seduce sempre più giovani. Uomini di tutte le età hanno riscoperto l’esperienza del barbiere, in luoghi precisi ovvero quei club maschili dove curare le propria barba e ridefinire il proprio look. Di conseguenza si moltiplicano, nelle grandi e piccole città, i barber shop e le opportunità lavorative: il mestiere del barbiere è uno dei pochi lavori che in questi anni è riuscito a schivare le insidie della crisi economica. Non potevamo quindi non andare alla ricerca di un figaro veronese o meglio di adozione, d’eccezione. Lui è Romesh Ethige Silva, 37 anni di origini srilankesi proprietario del “C’era una volta”, salone da uomo nato nel 2011 in via San Nazaro. Vi basterà passare da lì per vederlo all’opera a suon di lamette e rasoio.
Romesh da dove nasce la sua passione per questo lavoro?
Amo lo stile vintage italiano e intorno a questo ho costruito il mio lavoro. Sono arrivato in Italia nel 1997 e ho deciso di entrare nell’Accademia di “Tony&Guy” di Milano dove ho conseguito un diploma che mi ha poi permesso di aprire il negozio. Dopo qualche anno di gavetta, ho aperto la mia attività.
Decisione difficile quella di aprire un esercizio da solo?
Sono stati anni duri ma la passione e la voglia di fare ti permettono di arrivare ovunque. La mia prima attività, avviata nel 2011 sempre qui in via San Nazaro si chiamava “Antica Barberia” e mi ha permesso di farmi conoscere e di far crescere la mia clientela. Così, dopo quattro anni di lavoro e sacrificio, sono riuscito, grazie ad un amico, ad inaugurare il “C’era una volta”. Era il 15 marzo del 2015.
Qual è la cosa che più la spaventava?
La verità? Avevo paura, essendo straniero, che non sarebbe venuto nessuno, e invece la maggior parte dei miei cliente è veronese! Oggi il negozio è ben avviato e posso contare su uno staff di cinque persone che condividono con me l’entusiasmo per questo lavoro.
Con quale obiettivo ha aperto il suo salone?
Volevo riportare lo stile vintage nei tempi moderni con un’ampia selezione di tagli di capelli senza trascurare le esigenze e i gusti del cliente, utilizzando i prodotti migliori presenti sul mercato.
Progetti per il futuro?
Ciò a cui tengo di più è portare avanti e tramandare questo affasscinante lavoro e l’arte del saperlo fare. Per questo, da alcuni anni ho iniziato a tenere corsi e sono chiamato in accademie, saloni e centri di tutta Europa per insegnare questo mestiere a cui, sempre più giovani si avvicinano.
www.ceraunavoltavr.it


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