The Foolz: il suono (e il sogno) di domani
di Redazione | 26 Ottobre 2022Di Lorenzo Bizzego – Cinque ragazzi tra i 19 e i 20 anni, la loro “casetta” come punto di partenza, cinque strumenti, una scommessa e un’unica passione che li accomuna: fare musica. I The Foolz, giovane band veronese, nascono da qui, da un suono che vuole diventare un sogno, da un oggi che vuole diventare un domani.
«Tutto è iniziato durante la primavera del 2021 – racconta Bruno Merci, chitarrista del gruppo – dalla “casetta” affianco a dove vivo io. È stato il nostro punto zero, da qui sono partite la nostra amicizia e le nostre prime canzoni. Abbiamo passato insieme momenti intensi, e grazie alla musica abbiamo superato un periodo non facile per alcuni di noi».
Oggi è passato più di un anno e mezzo da quando i The Foolz hanno trovato insieme i primi “accordi”. «Siamo tutti migliorati molto a livello tecnico rispetto agli inizi. Sicuramente anche i live che abbiamo fatto quest’estate ci hanno dato molta consapevolezza in noi stessi e nella nostra musica». Così l’altro chitarrista Luca Frizzera.
«I suoni delle nostre canzoni sono una bella fusione di stili. Per questo – aggiunge Luca Ghirlanda, bassista della band – non ci piace essere collocati in un genere particolare. Al momento per noi conta solo esprimerci. Il resto lo lasciamo un domani alle playlist di Spotify, ai produttori e alle etichette discografiche».
Della stessa idea il batterista della band, Filippo Maggio che confessa: «Solitamente noi cerchiamo di attingere da tanti generi. Su tutti indie, pop, rock, rap ed elettronica. Il bello è che ognuno di noi porta dentro i suoni e i testi qualcosa del suo background musicale». Poi prosegue indicando i loro punti di riferimento: «In Italia ci piace molto il lavoro sul suono di Venerus. Mentre all’estero seguiamo con attenzione band come gli Arctic Monkeys, i The Strokes, i Led Zeppelin e i Pink Floyd».
Una ricerca non solo musicale, ma anche delle parole e dei testi, considerati di vitale importanza dalla voce e principale penna dei The Foolz, Alessandro Agostini: «Vogliamo cercare di arrivare il più possibile a chi ci sente. Per questo abbiamo deciso, al momento, di scrivere solo in italiano. I testi, senza nulla togliere alla musica in sé, credo che siano il sessanta o settanta percento di quello che poi percepisce la gente. L’obiettivo è che le nostre parole possano essere un punto di riferimento per chi sta dall’altra parte ad ascoltarci».
I The Foolz credono fortemente nel loro viaggio, e fanno bene. Noi li affidiamo alla magia della musica, augurandoci che li porti con sé, chissà, magari proprio a Milano per far avverare il loro sogno proibito: far cantare tutto San Siro. Il futuro è dalla loro parte.


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