Dopo dieci anni l’uistitì Fortunato entra nei programmi di conservazione
di Redazione | 26 Gennaio 2026Si chiude dopo oltre dieci anni la vicenda giudiziaria di Fortunato, l’uistitì dai pennacchi arrivato al parco Natura Viva con Striscia la Notizia. Con la conclusione del processo penale avvenuta nei giorni scorsi, il giudice ha autorizzato il suo ingresso ufficiale nella collezione zoologica e nei programmi europei di conservazione della specie. Grande la soddisfazione dello staff che lo ha seguito nel lungo percorso di riabilitazione, grazie al quale Fortunato vive ormai da anni in compagnia del suo storico “amico” Lino, proveniente dall’Olanda e con un passato simile. Si tratta di una delle scimmie più piccole esistenti in natura, lunga circa 40 centimetri, per questo molto esposta al traffico illegale di fauna selvatica.

«Fortunato arrivò da noi dopo che le forze dell’ordine fermarono sull’autostrada l’auto sulla quale viaggiava, in assenza di documenti e in condizioni non idonee alla sua specie – ricorda Camillo Sandri, direttore zoologico del parco Natura Viva -. Era molto giovane, ma già privo delle competenze individuali e sociali necessarie per vivere con le altre scimmie. Un problema sostanziale per un uistitì dai pennacchi, che vive nelle foreste del Brasile in gruppi composti da due a dieci esemplari. Ci siamo rivolti quindi all’AAP – Rescue Center for Exotic Animals, un centro di recupero olandese accreditato per il recupero dei primati. Così, nel giro di sei mesi, è arrivato Lino, appartenente alla sua stessa specie e anche lui con una storia alle spalle di detenzione illegale da parte dell’uomo».
Un lungo lavoro di riabilitazione e un reparto costruito ad hoc per i due uistitì – primati arboricoli che necessitano di alberi e rami per svolgere la maggior parte delle attività quotidiane – sono stati gli elementi chiave che hanno permesso a Fortunato e Lino di poter contare l’uno sull’altro e diventare inseparabili, superando le esperienze che li hanno segnati per la vita.
«Un lieto fine che purtroppo non si verifica per centinaia di altri esemplari sottratti ogni anno alle popolazioni selvatiche e destinati al commercio illegale degli animali da compagnia – conclude Sandri -. Con una pressione che, per l’uistitì dai pennacchi, si aggiunge alle altre minacce presenti nel suo areale naturale. Deforestazione, frammentazione delle foreste brasiliane ed espansione urbana rendono ancora più fragile la sopravvivenza di questa specie».


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