Animali, quando loro aiutano noi
di Ingrid Sommacampagna | 2 Novembre 2025I nostri amici a quattro zampe sono fondamentali per il nostro benessere psicofisico e questo lo dimostra anche il loro impiego negli interventi assistiti con gli anziani. Oltre a ridurre la loro solitudine, all’interno delle case di riposo o di strutture riabilitative, stimolano la loro memoria, la socializzazione, riducono lo stress, la depressione e l’ansia; a livello fisico, migliorano la mobilità e l’equilibrio, riducono la rigidità, soprattutto nei casi di malattie neurodegenerative, come Alzheimer e Parkinson, negli stadi meno gravi. L’obsoleto e più generico termine “pet therapy” è diventato quello tecnico IAA (Interventi Assistiti con gli Animali), che comprende tutti gli interventi assistiti con gli animali e racchiude diversi approcci e impiegando non solo cani, ma anche asini e gatti.

A San Martino Buon Albergo, l’A.S.D. Io Te e La Zampa si occupa dal 2015 di interventi anche a domicilio: «Dal 2002 collaboro con varie realtà e con lo Te E La Zampa, svolgo gli IAA con cani di razza Labrador e Golden, più indicati per il loro buon temperamento e capacità di apprendimento, ma anche con quelli di taglia piccola, perché dipende sempre dal progetto che andiamo ad affrontare – spiega Nicola Olivieri, presidente dell’associazione ed educatore cinofilo -. Per Alzheimer e Parkinson, nelle forme lievi, i miglioramenti accadono; lo vedo quando vado dai “nonni” in casa di riposo, dove in gruppo o individualmente, faccio attività che stimolino la memoria».
Nicola ha otto cani tre Golden, un Labrador e gli altri di taglia piccola, quattro tartarughe e un coniglio nano; con i primi svolge gli IAA ed educa anche i cani dei proprietari che hanno persone in famiglia con disabilità o malattie neurologiche: «Accarezzare, spazzolare, dare da mangiare sono quelle semplici ma importanti attività di cura, che responsabilizzano, dove l’anziano si sente indispensabile per il cane e quando non riesce in tutte le mansioni cerca un’altra persona, in un grande momento di condivisione e relazione. È un modo per farlo tornare indietro, stimolando la memoria e il ricordo, a quando lo faceva con i figli o con un cane, se avuto in passato e quei movimenti che magari il fisioterapista non riesce a fargli fare, come il tirare una pallina, con il cane riesce».


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