Rigoletto

Rigoletto, uno spettacolo “popolare” che affascina il mondo

di Alice Martini | 28 Agosto 2025
L’allestimento di Raffaele Del Savio richiama scorci mantovani e il debutto del 1927, tra scenografie monumentali, costumi sontuosi e un cast di alto livello che esalta la forza drammatica di Gilda.

La curiosità era tanta e non siamo stati gli unici ad ammirare, appena superati gli arcovoli de l’Arena, la nuova scenografia di Rigoletto, esperimento sicuramente riuscito nel richiamare antichi scorci di Mantova, le sponde del Mincio dal Castello di San Giorgio alla rocca, e le stanze affrescate di Palazzo Te, in particolare della Stanza dei Giganti, che tanto affascina i visitatori. 

E non era nemmeno una scenografia qualsiasi perché le grandiose scene dipinte da Raffaele Del Savio secondo la tradizione italiana, avevano l’ambizione di ricordare l’allestimento scenico con cui fu ricreato il primo Rigoletto dalla firma dell’architetto Ettore Fagiuoli 98 anni fa. 

Rigoletto
Rigoletto. Ennevi Foto

Colori caldi e una salda imponenza che aiutano anche nella narrazione a suddividere in nette e singole scene la complicata trama che coinvolge il disinvolto Duca di Mantova (il tenore Galeano Salas – per le prossime date il samoano Pene Pati al debutto quest’anno in Arena) in un intreccio amoroso con quella che si scoprirà essere figlia del suo buffone di corte Rigoletto (il baritono Amartuvshin Enkhbat), il quale, dopo non essere riuscito a mantenere il segreto sull’identità della figlia Gilda (la soprano Rosa Feola) e pensandola defraudata dal Duca stesso, medita vendetta fino a un gesto estremo in cui coinvolgerà Sparafucile (Gianluca Buratto), al quale  sarà purtroppo però la figlia a farne le spese, non senza prima aver provato a placare il suo animo. 

Degni di nota sono i sontuosi costumi, in particolare a rappresentare le bellissime creature marine del primo atto che richiamano il fiume Mincio che circonda la città, e anche l’ingegnoso binario che, nel terzo atto, permette lo spostamento di una piccola barca sul palcoscenico.

Meravigliose sono le scene di duetto tra Rigoletto e Gilda e le solitarie arie della giovane, di bianco vestita a simulare la sua purezza e ingenuità, che riportano la mente ad un’epoca lontana che sembra voler far recitare e cantare gli interpreti come in un teatro nell’intimità di un concerto di musica da camera. Per quella che è considerata l’opera della maturità di Verdi, il viaggio è tra gelosie, ossessioni e vendette, nel quale spicca il personaggio forte di Gilda che, nonostante le barriere della sua epoca, appare libera e decisa nel suo sogno d’amore fino all’estremo sacrificio.