Damiano e Marco, da Lugo a Capo Nord: «Abbiamo coronato un sogno»
di Giorgia Preti | 23 Agosto 2025Sono partiti domenica 3 agosto: bici, casco, zero bagagli e via. Direzione: Capo Nord. Sono due temerari di Lugo di Grezzana – Damiano Scala, classe ’95 e Marco Bombieri classe ’96 – i protagonisti di questa impresa che si è compiuta proprio oggi intorno alle 12, con l’arrivo dei due ciclisti veronesi al traguardo designato. Un traguardo che, in effetti, non è stato facile da raggiungere: «È stata davvero una liberazione – ci hanno raccontato ridendo Damiano e Marco -. È da qualche giorno che prendiamo freddo, vento e acqua, quindi quando siamo arrivati ci siamo detti “finalmente!”».

A coronare il tutto, da buoni veneti, una bella bottiglia di Champagne per festeggiare come si deve il lungo viaggio: sono stati infatti 4mila i chilometri percorsi da Damiano e Marco nel giro di 21 giorni, dieci dei quali passati in solitaria e i restanti, seguiti dall’ammiraglia. Un’impresa titanica che va a coronare un sogno: «Di solito facciamo giri di circa 1000 chilometri: siamo andati a Tirana, Budapest, Bratislava, ma Capo Nord era il nostro sogno, come per tanti altri ciclisti».

L’avventura, ci hanno confessato, ha avuto uno “sviluppo” lineare fino alla Finlandia: «All’inizio è stato veramente bello, c’era bel tempo, ci siamo divertiti e non ci sono stati intoppi: su 4mila chilometri abbiamo bucato solo una ruota. Però, una volta passato il Circolo Polare Artico, a Rovaniemi (in Finlandia, NdR), il viaggio è diventato molto più duro. Fortunatamente, al di là del raffreddore, stiamo bene. Anzi, visto il freddo e la pioggia, pensavamo di arrivare messi peggio».

Ora, a qualche ora dal raggiungimento del traguardo, si apre la strada verso casa (rigorosamente sulla vettura ammiraglia): «Per fortuna adesso ci hanno portato i vestiti invernali: per viaggiare leggeri ci siamo portati dietro solo i pantaloncini, una maglietta e lo spolverino» (ridono, NdR).
Inevitabile chiedere se ci fosse già in programma qualche altra impresa del genere per il futuro. La risposta di Damiano e Marco è stata piuttosto eloquente: «Per il momento non vogliamo più toccare le bici. Le chiuderemo in garage e butteremo la chiave – scherzano -. Ma di certo penseremo a qualche altro viaggetto. Ci piace troppo».


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