Heads of State – Capi di Stato in fuga
di Giorgia Preti | 1 Agosto 2025Cosa succede se metti nello stesso schermo John Cena (ex wrestler dal fisico imponente) e Idris Elba (l’ex Heimdall di “Thor” e protagonista di “Luther”)? Esplosioni, botte da orbi, e un film tanto improbabile quanto divertente. È il nuovo prodotto di Prime Video, “Heads of State” (in italiano “Capi di Stato in fuga”, NdR). Un film che sta bene a cavallo tra l’action e il comedy movie, grazie all’esperienza del regista Ilya Naishuller che, in effetti, non è nuovo a questo tipo di prodotti.
Il severo Primo Ministro britannico Sam Clarke (Idris Elba) e il neo‑eletto Presidente USA Will Derringer (John Cena), ex star del cinema d’azione, si detestano e, a seguito di un incontro con la stampa, lo scontro verbale tra i due rischia di incrinare l’alleanza fra Londra e Washington. Durante il volo verso il vertice NATO a Trieste, però, un attentato costringe i due leader a lanciarsi da un Air Force One in fiamme e a sopravvivere dietro le linee nemiche in Europa orientale. Inseguiti da mercenari (ovviamente russi, come da prassi nei film americani), con pochi alleati fidati (fra cui una spia MI6), dovranno mettere da parte l’ego, attraversare mezza Europa e scoprire chi, all’interno dei rispettivi staff, li ha traditi – prima che un complotto internazionale faccia saltare la coalizione occidentale.
Il film vive (e sopravvive) sulla chimica fra Elba e Cena: la rudezza stoica dell’uno e la spacconeria autoironica dell’altro producono un flusso costante di battute e situazioni bizzarre. Non a caso molte recensioni sottolineano come la “buddy‑energy” dei protagonisti sia la vera calamita del titolo, capace di tenere in piedi anche i momenti più cartooneschi.
Dopo “Hardcore Henry” e “Io sono Nessuno”, Naishuller conferma la sua passione per l’azione cinetica: dalla caduta libera dell’aereo a un inseguimento in retromarcia per le vie di Trieste, le scene sono girate con fantasia e gusto per il dettaglio fisico (ricordiamo che c’è perfino uno “shot” dall’interno di un dente mancante). Dal punto di vista del sottotesto, al di là del popcorn‑movie scorre una vena di sarcasmo anti‑sovranista: il Presidente Derringer, con la sua retorica filo‑alleata, appare come una risposta muscolosa (e un po’ naïf) al nazionalismo “America First”. Alcuni critici statunitensi hanno parlato apertamente di una “stoccata anti‑MAGA” inserita in un contesto da fumetto geopolitico.


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