Taffo sbarca a Legnago (con una nutria e qualche polemica)
di Redazione | 24 Luglio 2025«Siamo arrivati a Legnago. Le nostre buche sono più discrete». È il claim di Taffo Funeral Services – Verona che annuncia, con un’immagine raffigurate una nutria con una pala in mano, l’apertura di una nuova sede a Legnago, nella pianura veronese.
L’inaugurazione della nuova sede, che si terrà sabato 26 luglio in via Pasubio 16, a partire dalle ore 18:30, promette, per i partecipanti, «un buffet e gadget di cattivo gusto». In linea con la filosofia e il “timbro” comunicativo di Taffo che, già nel 2022, aveva aperto una prima sede a Verona, a San Michele Extra.
“Una risata vi seppellirà”
Chi ha avuto modo di incappare nei social di Taffo, sa che l’azienda ha sempre trattato la morte con ironia, con post dissacranti, politicamente scorretti e, perchè no, anche parecchio macabri. A farla da padrone è soprattutto l’attualità e i relativi “meme” che, inutile dirlo, scatenano sia gli utenti più affezionati che quelli più tradizionalisti che, invece, etichettano i posto come contenuti di cattivo gusto e fuori luogo. D’altronde, lo scopo dell’agenzia funebre più famosa d’Italia è proprio quello: ridere e ironizzare su quello che è ancora un tabù per molte persone, la morte. Una trovata di marketing che in pochi anni ha fruttato milioni di follower sui social e un’espansione senza precedenti in tutta la Penisola.
Marketing o mancanza di rispetto?
Proprio in merito a questa nuova apertura e, quindi, alla campagna di marketing in corso, è intervenuto il Deputato di Fratelli d’Italia Marco Padovani che, in una nota, ha spiegato: «La pubblicità diffusa in questi giorni per annunciare l’apertura di una nuova sede dell’agenzia funebre a Legnago non può passare sotto silenzio. Conosco bene lo stile comunicativo di questa realtà, impostato da tempo su toni provocatori e ironici. Ma anche il marketing ha un limite, e quel limite si chiama rispetto. Frasi come “Vi aspettiamo a bare aperte” o “Le nostre buche sono più discrete”, per quanto studiate con intento goliardico, finiscono per banalizzare un momento che per le persone rappresenta dolore, perdita e raccoglimento. Nel territorio veronese – e a maggior ragione in una comunità come quella di Legnago – il rapporto con la morte è ancora segnato da dignità, sobrietà e senso del sacro. È parte della nostra cultura cristiana. Comprendo il tentativo di distinguersi sul mercato, ma non tutto può diventare oggetto di ironia o strumento promozionale. Il dolore delle famiglie non è un contenuto da viralizzare».
Conclude Padovani: «Chi lavora nel settore funebre ha una responsabilità che va oltre quella commerciale: ha un compito civile, etico, umano. Ed è giusto ricordarlo, soprattutto quando si superano certi limiti comunicativi. Non si tratta di censura o moralismo, ma di buonsenso. Un valore che, soprattutto quando si toccano temi così delicati, dovrebbe sempre prevalere».


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