Parco Natura Viva, nati due cuccioli di urial: speranza per la specie
di Redazione | 3 Luglio 2025Due piccoli di urial sono venuti alla luce al Parco Natura Viva di Bussolengo nell’unico gruppo d’Italia di questa specie. Nel frattempo, le regioni montuose del loro habitat naturale vivono la stagione più difficile per la sopravvivenza della fauna selvatica: quella della guerra.
L’Iran aveva appena ripreso un andamento positivo nelle popolazioni di questo progenitore della pecora domestica che, dopo la rivoluzione del 1979, poteva contare su meno di 5mila superstiti nell’area del Golestan, una zona “temometro” per la popolazione complessiva. Nel 2022 si era registrato un numero record sin dal 1978, con quasi 9mila animali. E ora si teme che un nuovo periodo di ostilità possa vanificare più di quarant’anni di impegno nella conservazione che comunque, in quella zona, non aveva ancora raggiunto l’obiettivo delle 11mila unità. Ancora “vulnerabile” di estinzione, ogni nuova nascita nei parchi zoologici di questa specie rappresenta la speranza di poter conservare un patrimonio genetico che in natura rischia di scomparire.



I due piccoli hanno appena compiuto due mesi di vita, sono fratelli di padre e verranno allattati dalle loro madri ancora fino all’inizio dell’autunno. Ancora un po’ goffi nel superare i dislivelli di rocce presenti nel loro reparto, sono le mamme a guidarli verso i percorsi più agevoli per imparare a brucare e a mantenersi stabili sui terreni più difficili.
«Il Parco Nazionale del Golestan, l’area protetta più antica dell’Iran – spiega Caterina Spiezio, Responsabile Ricerca Animali di Natura Viva e della sua Fondazione – con le sue sconfinate steppe montane, è uno degli ecosistemi in cui si sviluppa gran parte della popolazione globale di questa specie, con circa un terzo degli esemplari totali. Fondamentali per regolare l’equilibrio ecologico di un’area che ospita una varietà di grandi carnivori come il leopardo del Caucaso, l’orso bruno, il lupo eurasiatico e la iena striata. L’ultimo recente studio (Recent monitoring reveals population recovery of urial Ovis vignei in Golestan National Park, 2023) aveva dimostrato che nel giro degli ultimi sedici anni, l’assunzione di 30 guardaparco, il ripristino delle sorgenti idriche, la prevenzione dagli incendi e la costruzione di 6 rifugi in aree ad alto conflitto con il bestiame domestico, avevano traghettato la specie dai 2.780 esemplari del 2009 agli 8.984 animali dello storico censimento del 2022. Anche la caccia illegale a cui sono soggetti i maschi adulti per le loro magnifiche corna, era diminuita dai 22 casi registrati nel 2017 a 6 casi nel 2021. E tutto grazie alla sinergia con le comunità locali». Un lavoro di collaborazione che ora rischia di svanire a causa di condizioni sociali che impongono alla popolazione nuove priorità.
«I due piccoli – conclude Spiezio – sono inseriti nel programma europeo EEP per la riproduzione delle specie a rischio e si aggiungono agli altri 76 esemplari che vivono nel Vecchio Continente. Un contingente che, seppur molto esiguo, può fare la differenza tra la speranza di sopravvivenza e la scomparsa totale. Come già avvenuto con i cavalli di Przewalskii, le orici dalle corna a sciabola e altre specie estinte in natura, tornate grazie alle reintroduzioni di esemplari nati e allevati nei parchi zoologici».


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