Elogio all’estate (delle mamme)

di Sara Avesani | 20 Giugno 2025

Viviamo in un tempo che ci sfugge. Appena ti svegli, hai già l’impressione di essere in ritardo: la mente è partita prima di te, con l’elenco delle cose da fare già in testa. Ogni giornata è una corsa. E noi, senza fermarci a chiederci perché, corriamo. Verso dove non si sa. 

Abbiamo iniziato a misurarci solo su ciò che facciamo. Se rimane qualcosa in sospeso, ci sentiamo in difetto; se concludiamo tutto, tiriamo il fiato per un attimo. Ma così non resta spazio per nient’altro.

Che posto hanno, allora, il pensiero, la riflessione, la lettura? Queste cose richiedono un tempo diverso. Non si possono stringere, né infilare tra un impegno e l’altro. Se lo fai, perdi il significato di ciò che vivi. Viene voglia di rallentare. Di usare l’estate, che almeno nell’immaginario è più lenta, per ritrovare un ritmo umano. Per concedere un po’ di respiro ai genitori, alle madri. E, soprattutto, ai nostri bambini. Perché spesso chiediamo loro di vivere come se fossero già adulti. Di imparare tutto subito, come se il tempo non potesse più aspettare. Ma così rischiamo di togliergli l’essere davvero dei bambini. E la lentezza è proprio questo: il loro modo naturale di stare al mondo. Un tempo che dovremmo proteggere, e forse imparare a desiderare anche per noi.