pappagalli

Un pappagallo per amico

di Ingrid Sommacampagna | 16 Aprile 2025

Una creatura molto intelligente e colorata che ha bisogno di determinate sicurezze e che sa dare gioia in famiglia facendo sentire costantemente la sua presenza: è il pappagallo. Come per ogni animale, prima di adottarlo, bisogna informarsi su come prendersene cura, con preventive analisi da un veterinario aviario che ne assicuri il buono stato di salute.

«La mia esperienza con i pappagalli è nata per caso e ho adottato Kiwi perché aveva una disabilità a una zampina e quando l’ho vista non ho pensato molto alle conseguenze; – racconta Elisa Faccini, amante degli animali e commessa in un negozio – all’inizio è stata molto dura, faceva fatica a fidarsi e ci sono voluti sia tempo che pazienza. Penso che la parola chiave nella relazione con il pappagallo sia proprio “tempo” e essendo loro animali preda, costruiranno con noi un rapporto ben diverso rispetto a quello con un cane o un gatto. Tu non diventerai mai il loro padrone, ma se ti accetteranno avrai il privilegio di poter far parte della loro famiglia ed essere un unico stormo».

Anche se il pappagallo passerà molto tempo libero in casa ha bisogno di una gabbia molto grande e sicura, in metallo e senza vernice – in modo tale da non ingerirla, altrimenti andrebbe incontro a intossicazioni da metalli pesanti – e con sbarre orizzontali per poter arrampicarsi. La griglia sul fondo è importante per evitare il contatto con le feci e gli scarti del cibo e i posatoi devono essere irregolari per favorire un buon esercizio alle dita ed evitare possibili pododermatiti. Deve avere più posatoi e zone giochi, con scalette e altri intrattenimenti, ponendo in casa zanzariere per ventilare l’ambiente (sono molto sensibili al fumo delle sigarette e altre sostanze) ed evitare spiacevoli fughe.

«Kiwi mi ha stupita in modo molto positivo: in 60 grammi di piume puoi trovare carisma, intelligenza e un carattere unico. Più dedichi tempo a questi animali e più avrai la possibilità di scoprire un mondo tutto nuovo di cui non potrai più fare a meno e creare un legame fantastico: io e Kiwi siamo inseparabili. Dopo sei mesi ha detto la sua prima parola “Kiwi”, poi ha imparato a dire “Ciao” e a imitare qualche verso come lo starnuto oppure “Ehi”», continua Elisa.

Il pappagallo deve dormire tante ore e gli va fatto il bagnetto, spruzzandogli dell’acqua con un classico nebulizzatore per piante, simulando la pioggia che in natura cadrebbe nel loro luogo di origine, altri, invece, si divertono sotto la doccia o un rubinetto. L’acqua gli dona un beneficio psicofisico e userà le energie per pulirsi e asciugarsi come farebbe allo stato brado. Odiano la noia e la solitudine: in natura sono abituati a vivere in gruppo e per loro noi lo diventiamo. Ma i pappagalli non sono solo questo, «non sono solo parole e colori, Kiwi è fantastica a livello caratteriale, riesce a farti ridere nei gesti e per quanto sembri assurdo i pappagalli hanno una mimica facciale pazzesca; Kiwi ha sei anni ed è una femmina sessata e tre anni fa, dopo aver pensato bene al da farsi, abbiamo deciso di adottare Piña, che speravamo potesse essere una femmina, ma i pappagalli e in particolare la loro razza, “Conuro guance verdi”, non hanno dimorfismo sessuale e bisogna effettuare un test della piuma tramite DNA. Piña, alla fine, si è rivelato un maschio e appena arrivato a casa è stato inserito in maniera graduale, prima guardandosi dalla gabbietta e, dopo aver fatto tutti i test per accertarsi della sua salute, li abbiamo fatti incontrare. Per Kiwi è stato amore a prima vista, lui era molto piccolo e lei ha iniziato a pulirgli delicatamente i calami presenti sul capo, e da quel momento sono stati inseparabili anche se quando si parla di cibo Piña diventa molto territoriale, nonostante sia più piccolo di età. A livello di alimentazione mangiano “estrusi” (poco comuni in Italia), sono simili a delle piccole crocchette formulati con frutta e verdura di prima scelta destinata al consumo umano, poi misto semi (pochissimi semi di girasole perché possono portare a problemi al fegato e tanti ancora non lo sanno) e frutta e verdura quasi tutti i giorni», spiega dettagliatamente Elisa.

I pappagalli dormono sul trespolo, non serve loro un nido, perché quest’ultimo potrebbe stimolare soprattutto la femmina, a livello sessuale, portandola a fare uova non fecondate. Bisogna avere molto spirito di osservazione, soprattutto per capire possibili stati di malessere, cercando un veterinario specializzato.

«I pappagalli non sono per tutti, sono molto sottovalutati e spesso presi come elementi di arredo, quando se seguiti in modo corretto potrebbero davvero dare tantissimo – conclude Elisa -. Noi dovremmo solo imparare ad adattarci al loro modo di percepire il mondo».