Il sapore di una storia che continua: riapre la Pigna
di Camilla Faccini | 1 Marzo 2025C’è chi ci ha passato le serate tra risate e bicchieri di vino, chi ha conosciuto l’amore della vita tra i tavoli di legno consumati dal tempo, chi ci trascorreva le mattinate saltando la scuola, assaporando il gusto della libertà. A Verona, La Pigna non era solo un locale: era un pezzo di città, un rifugio, un’istituzione. Dopo dodici anni di chiusura, le sue porte si sono finalmente riaperte al numero 4B dell’omonima via, a pochi passi da Piazza delle Erbe. Venerdì 28 febbraio, La Pigna ha accolto nuovamente il pubblico, dopo le precedenti serate inaugurali, pronta a dare vita a nuove storie, nuovi brindisi e a mantenere intatto il suo spirito autentico.
A raccogliere la sfida della riapertura e del rilancio sono stati i fratelli Luca e Silvia Gambaretto, alla guida del Gruppo Do It Better, già proprietari di diverse insegne nel cuore storico della città, lungo l’antico Decumano e il Foro romano. Il nuovo progetto introduce un modo più fluido e informale di vivere la tavola, in sintonia con le abitudini contemporanee, dove libertà e convivialità sostituiscono la rigidità delle tradizioni. Gli ospiti potranno muoversi liberamente tra gli spazi, iniziando con un “goto de vin” e qualche cicchetto in piedi, per poi sedersi e gustare un pasto completo in totale relax.
L’idea di questo progetto affonda le sue radici nel 2010, nata come un’intuizione visionaria del padre dei fratelli Gambaretto. Quello che lui stesso definiva un semplice capriccio si è trasformato nell’occasione perfetta per riportare in vita La Pigna. Ora, dopo quindici anni, il suo sogno si è realizzato.
«Siamo emozionati e felici per questa opera, frutto di un lavoro corale – raccontano i fratelli Gambaretto –. È il coronamento di un sogno di nostro papà, che ci ha lasciati qualche anno fa. Quando ci è stato proposto questo locale, che ha segnato intere generazioni di veronesi, abbiamo subito colto l’opportunità. In questi giorni, molte persone sono passate a condividere i loro ricordi legati a questo luogo, testimoniandone il valore affettivo. Abbiamo mantenuto i piatti della tradizione, fedeli all’anima originaria del locale, aggiungendo una zona bar per chi desidera fermarsi anche solo per un aperitivo.
L’informalità è la nostra parola chiave». Un ritorno atteso, che sa di casa e di tradizione.


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