Vittore Bocchetta, testimone di libertà
di Il Barbero scaligero | 1 Febbraio 2025Vittore Bocchetta è una figura che incarna l’essenza del Novecento, con un legame profondo e controverso con la città di Verona. Nato nel 1918 a Sassari, ma cresciuto nel capoluogo scaligero, Bocchetta visse sulla propria pelle le contraddizioni di un’epoca drammatica, emergendo come artista, intellettuale e testimone dei crimini del regime fascista. Il suo rapporto con Verona è stato complesso, fatto di radici profonde, ma anche di ombre che lo hanno accompagnato per tutta la vita.
Durante gli anni della Resistenza, Bocchetta entrò in contatto con gruppi antifascisti e collaborò con il Fronte di Liberazione Nazionale. Nel 1944, fu arrestato dalla polizia nazifascista e internato prima nel campo di Fossoli, poi nel lager di Flossenbürg. Sopravvisse agli orrori della prigionia, ma la sua esperienza segnò indelebilmente non solo la sua esistenza, ma anche la sua produzione artistica e intellettuale.

Dopo la guerra, Bocchetta si dedicò all’arte e alla filosofia, trovando nel disegno e nella scultura il linguaggio per dare forma al dolore e alla memoria. Le sue opere, esposte in tutto il mondo, sono un grido contro l’indifferenza e un invito alla riflessione.
Nonostante il contributo alla cultura e alla memoria collettiva, Bocchetta ebbe un rapporto controverso con Verona, città che, a suo dire, tardò a riconoscerne il valore e il coraggio. Fu solo nel 2020, poco prima della sua morte (18 febbraio 2021), che il Comune gli conferì la cittadinanza onoraria, un gesto tardivo ma significativo.
La sua eredità risiede oggi nei suoi scritti, nelle sue opere d’arte e nel ricordo che Verona custodisce come monito per le nuove generazioni. Verona, città che gli ha dato tanto e a cui ha restituito altrettanto, può orgogliosamente ricordarlo come un suo figlio illustre, custode della verità e dell’umanità.
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