Verona in giallo, nel blu di fitti misteri ottocenteschi
di Daniela Cavallo | 19 Gennaio 2025Federico Giorio non è solo il giovane protagonista del romanzo giallo “Gli invisibili di San Zeno” di Alessandro Maurizi, ma è anche un procuratore legale nato a Verona il 15 Luglio 1854 da Giorio Pietro Enrico e Adelaide Maboni, ricchi possidenti con il vezzo della scrittura, forse più per denuncia che per passione: scrive infatti un saggio “Ricordi di Questura” pubblicato a Milano nel 1882 che l’autore del nostro romanzo ha trovato su una bancarella a Trastevere qualche anno fa.
Alessandro Maurizi, classe 1967, è Ispettore della Polizia di Stato in forza alla Digos, una sorta di alter ego non si sa chi di chi, vive e lavora a Viterbo, dove è nato, e dal giorno del ritrovamento di quel librettino dato alla luce in una data che Verona ricorda per l’inondazione del fiume Adige e la costruzione dei muraglioni, si è messo a cercare informazioni nelle questure e negli Archivi italiani, tra Verona e Milano, di quello che sarebbe diventato il protagonista del suo ultimo romanzo.
Oltre al protagonista realmente esistito, la storia riprende la denuncia di quel grande esodo che svuotò le campagne per un’America come Terra Promessa: migliaia di contadini, ridotti alla miseria, vendono tutto per correre a Genova e imbarcarsi sui grandi piroscafi della speranza pubblicizzati, nel romanzo, dalla Casa Generale di Spedizioni Marittime del ricco Isaia Bordignon.
Si descrive, nel libro, una Verona di fine Ottocento come quadri puntuali e meno spensierati di quelli di Angelo dall’Oca Bianca, più fosca, dove nel freddo dei vicoli e della nebbia si compiono efferati omicidi. Ispirandosi alla vera storia del veronese Federico Giorio – procuratore legale che difese la povera gente contro le sopraffazioni, arrivando a denunciare la corruzione della pubblica sicurezza – Alessandro Maurizi fa rivivere per il Giallo Mondadori un personaggio dimenticato, scovato negli archivi, un detective indomito che dovrà fare i conti anche con il proprio cuore e con le convenzioni di una società che non sempre riconosce come propria.
Maurizi non è neofita, nel 2008 pubblica il suo primo romanzo, “L’ultima indagine” (Ciesse Edizioni), che si classifica al secondo posto al “Premio Fedeli” di Bologna, e poi tanto altro ancora, fino al 9 aprile 2024 quando esce questo suo nuovo romanzo, “Gli invisibili di San Zeno”, edito da Mondadori. Il romanzo ha già ricevuto cinque riconoscimenti letterari: il Premio Acquanoir alle Terme di Suio, il premio “Miglior Giallo Storico” al Giallo Trasimeno, un secondo premio al Premio Internazionale di Arte e Letteratura “Il Canto di Dafne” di Carrara, il Premio della Critica al Premio Letterario Milano International e il Premio Speciale della Giuria alla XIII edizione Premio Città di Ladispoli.
Nella nota storica a fine romanzo Alessandro Maurizi si dice grato a Federico Giorio «non solo perchè ha ispirato questa storia romanzata tra verità e fantasia, ma perché è stato da pungolo per arrivare alla Polizia di Stato di oggi, diventata un’istituzione democratica e all’avanguardia rispetto a quelle europee», Maurizi riprende poi la descrizione di cosa sia la Polizia: «È fatta da uomini e donne che in modo professionale garantiscono la sicurezza e il sereno e proficuo sviluppo dei nostri territori per la piena integrazione dei popoli».
In questi giorni, diventa importante riflettere sul significato di questo mestiere per evidenziarne la vocazione. Alessandro Maurizi dal 2 giugno 2024, è Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.


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