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Staffette per la vita

di Ingrid Sommacampagna | 14 Gennaio 2025

Ci sono storie a lieto fine, che avvengono nel rispetto delle leggi e del benessere degli animali; altre, invece, che si trasformano in business e maltrattamenti, attraverso l’utilizzo di mezzi non attrezzati, nonostante l’impegno di volontari e di enti preposti per la corretta informazione e gestione delle staffette.

L’emergenza adozioni è costante e i trasporti avvengono dal Meridione al Settentrione, dove gli animali provengono da prelievi sul territorio o da canili. Si tratta quasi sempre di meticci o, se di razza, cani tolti da combattimenti e dal mercato nero delle riproduzioni e prima di partire devono avere: documenti ufficiali, profilo sanitario, microchip ed essere già iscritti all’anagrafe regionale di destinazione al momento dell’arrivo. Devono, inoltre, aver fatto i trattamenti per i parassiti interni ed esterni, essere vaccinati contro le principali malattie infettive, e aver eseguito prove contro Leishmaniosi ed Erchiosi per i cani e FIV FeLV per i gatti. I cuccioli non possono viaggiare se hanno meno di otto settimane e, se fossero sotto quest’età, dovrebbero essere accompagnati dalla madre, e tutti quelli provenienti da rifugi e canili sterilizzati o castrati. Un viaggio costa dai 90 ai 130 euro, iva esente, ma ci sono prezzi più bassi per le associazioni.

Ciccio

«Cercavo un cagnolino di piccola taglia, andai all’Enpa, ma sette anni fa non ne avevano, quindi tramite Facebook trovai Anna Amoroso di Amici Trovatelli che dopo un iter telefonico e di modulistica, mi inviò una sua collaboratrice di zona, la quale ci fece una serie di domande. Dopo esser risultati idonei all’adozione venni inserita in un gruppo Whatsapp nel quale veniva spiegato il meccanismo del viaggio», spiega Elena Girlanda di San Giovanni Lupatoto e “mamma” di Ciccio.

Trilly

«Nel 2023, attraverso un’associazione della Sicilia, la mia gattina arrivò, ma nel viaggio prese un fungo infettivo che le causò una dermatite e pure la sterilizzazione non fu fatta bene e ne soffrì molto; ad oggi lei sta bene e si è adattata al mio gatto, è amorevole, fortunata e felice. Ringrazio queste associazioni, però ci sono veterinari da controllare perché, se io non mi fossi accorto delle sue condizioni avrebbe contagiato l’altro gatto; dovetti anche tenerla in isolamento. Ora è amata e coccolata», racconta Steven Renso, di Castel d’Azzano, che ha adottato Trilly.

L’Italia è un Paese spezzato a metà, dove manca un monitoraggio e un censimento del randagismo in specifiche regioni e un’applicazione delle norme. Le indicazioni per un’adozione consapevole sono fondamentali: affidarsi solo ad associazioni con volontari ed educatori con cui instaurare un rapporto diretto e continuativo, anche dopo l’arrivo del cane.