Santa Lucia, la più vera che ci sia!
di Sara Avesani | 13 Dicembre 2024Cara Santa Lucia,
ti scriviamo con il cuore in mano, reduci da settimane di preparativi, sotterfugi e tanta fantasia. Non fraintenderci: noi ti vogliamo bene, ti adoriamo, sei e sarai sempre la nostra icona… ma quante corse ci fai fare! Sei una pianificatrice di operazioni segrete, una “Carmen San Diego de nojaltri”, una complice di bugie bianche e una dispensatrice di ansie organizzative. Ogni anno, a partire già da metà novembre, comincia il tuo teatrino. “Ma i bambini sono stati bravi?” ci chiedi idealmente, e noi cerchiamo di ricordare quante volte li abbiamo sgridati nelle ultime 24 ore. Spoiler: tante. Eppure, loro aspettano fiduciosi il tuo arrivo, scrivono letterine con desideri che oscillano tra il realistico (una scatola di Lego) e il fantascientifico (un drago vero che sputa fuoco vero). Ma chi siamo noi per infrangere i loro sogni? E allora via: liste, acquisti online, giri per negozi con occhi ben aperti per non incrociare nessuno, nascondigli degni di un film di spionaggio. Dove li mettiamo poi? In garage? Troppo semplice. Nel bagagliaio della macchina? Troppo rischioso. Alla fine, optiamo per l’armadio della nonna, che tanto è già abituata a complottare con noi.

E poi c’è la faccenda della trombetta: una trovata geniale che ogni anno rischia di smascherare tutto. Perché c’è sempre chi si sveglia di colpo e dice: “Ho sentito un rumore! È Santa Lucia?”. E lì, in piena notte e un pupazzo ancora da incartare, servono risposte convincenti. Che dici, ci sta la traumatizzante “Attente, dormite, altrimenti vi butta la polvere negli occhi”? E poi, i giochi – spiegami che è tanto che te lo voglio chiedere – si incartano o no? E le caramelle che viaggiano come meteore nelle nostre case? Buone ma come i glitter… te le ritrovi ovunque per settimane!

Il tredici dicembre però è felicità assoluta. Quindi Cara Santa, ti perdoniamo tutto e ti ringraziamo. Grazie perché vedere i loro occhi brillare, ascoltare le risate e i racconti entusiasti vale ogni fatica, ogni bicchiere di vino di Castaldo, ogni carota dell’asinello. Tu ci ricordi il senso della magia, quello che noi grandi, ogni tanto, dimentichiamo.
Con affetto (e un mix di felicità e stanchezza),
Le mamme


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