L’instancabile tessitore
di Ingrid Sommacampagna | 6 Dicembre 2024Paura che si trasforma in fobia, ribrezzo o simpatia? Il ragno scaturisce sentimenti diversi nelle persone e, seppure sia temuto, ha la sua utilità in natura visto che caccia insetti portatori di malattie per l’uomo o dannosi per le colture, e le leggende che lo nominano sono molte. Fa parte della famiglia degli aracnidi con 48mila specie conosciute all’uomo, distinguendosi dagli artropodi per il corpo suddiviso in due parti principali: il cefalotorace e l’addome; possiedono otto zampe e non hanno antenne per percepire l’ambiente. Sono lavoratori instancabili: dalle ghiandole situate nell’addome producono seta – oggetto di studio vista l’incredibile resistenza e leggerezza – che serve per costruire le loro ragnatele (capolavori di ingegneria naturale), proteggere le uova, dar loro rifugio e creare trappole per catturare le prede (nonostante possa sopravvivere sei mesi senza mangiare e bere).
Eppure, tra le paure più diffuse nella popolazione umana, c’è l’aracnofobia: una paura atavica, presente nel DSM-5 nella sezione dei disturbi d’ansia, visto che può interferire pesantemente sulla qualità della vita della persona interessata. Si tratta di una paura innata o attribuita al fatto che molte specie di ragni sono velenose, altre infliggono morsi dolorosi che diventano pericolosi se non si prestano immediate cure, come quelli del ragno violino o della vedova nera mediterranea, soprattutto se allergici. Oppure è di tipo culturale: sono diversi i racconti e le superstizioni, infatti, sulle zampe lunghe o pelose del ragno che scatenano nell’inconscio di ognuno di noi un senso di ribrezzo. In alcuni miti sono raffigurati come malefici o evocatori di morte, vista la velenosità, in altri, invece, sono simboli magici del bene, portatori di fortuna e soldi se comparsi all’improvviso in casa (vedi il detto “ragno porta guadagno”). Le ragnatele venivano usate in rituali magici per attirare energia positiva o per scopi divinatori; nell’occultismo erano visti come simboli di saggezza, creatività, connessi al soprannaturale e al senso di protezione, dove la ragnatela è come una barriera che intrappola l’energia negativa o gli spiriti malevoli. Nella cultura Navajo degli Stati Uniti, invece, il ragno tessitore è una figura mitologica associata alla creazione del mondo e all’origine delle pratiche di tessitura.


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